Omicidio al Fortino, la piazza virtuale piange Enzo: “Ragazzi la vita non è Gomorra, non sprecatela”

Ricordi dolci e commossi, una rabbia che non passerà. Il cordoglio in un quartiere dove i morti ammazzati, purtroppo, non sono una novità

Enzo

CATANIA – “Questo non né un addio ma un arrivederci. RIP vita mia”. All’indomani dell‘omicidio di Enzo Valenti – il 21enne freddato al Fortino con un colpo di pistola, per motivi ancora da chiarire – bisogna andare sulla piazza “virtuale” per trovare i commenti su una tragedia assurda. Piazza Palestro, quella vera, finge che nulla sia accaduto.

La vita continua al bar, al panificio e in lavanderia. Dal parrucchiere, in trattoria e al centro scommesse. Soltanto un concerto che doveva tenersi il 26 dicembre è stato rimandato per lutto. Eppure qui l’altra notte si è consumata una sparatoria e un ragazzo di vent’anni c’è rimasto secco. Una morte che al di là delle spiegazioni degli inquirenti – che lavorano sulla pista della droga – resterà senza un perché.

Come scrive Rosy: “Mi chiedo come ancora oggi debbano succedere queste cose, a prescindere di qualunque siano i motivi nessuno e padrone della vita altrui, non si può stroncare la vita di una persona così a questa gente vorrei chiedere, con che spirito festeggerete il Natale? Con che coraggio se siete devoti per Sant’Agata indosserete quel sacco? Come potete guardare negli occhi i vostri figli? E se lo facessero a vostro figlio ciò che avete fatto a quel ragazzo? Beh! Dovete solo vergognarvi, facile impugnare un arma e sentirsi uomini perché a mani vuote non sareste in grado di reggere un confronto”.

Dolore per i momenti di vita vissuta che non torneranno indietro. Angela pubblica incredula lo screenshot di una conversazione con Enzo: “L’ultima volta che ti ho sentito…tre giorni fa… Mi sento una stupida se sapevo che era l’ultima volta che ci sentivamo ci saremo visti quella sera così ti avrei stretto forte forte a me per l’ultima volta…”. Alessio mostra una foto di Enzo al ristorante, sorridente dietro un bicchiere di vino: “La cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre… Enzo Valenti rip in pace piccolo campione”. Desirée ricorda tutte le volte che il ragazzo le aveva chiesto di uscire: “Ti ho sempre rifiutato, poi una volta ti ho incontrato per strada e mi hai offerto un gelato eri un ragazzo dolcissimo”.

Ricordi dolci e commossi, stille di una rabbia che non passerà. Ma c’è anche chi ricorda la realtà di un quartiere difficile, dove i morti ammazzati, nel civilissimo 2017, non sono una novità. “Non ho parole per quello che ti è successo, come non le ho mai avute per tutti gli amici che sono andati via prematuramente – scrive Mauro – ma non posso accettare che ancora qui non si è capito un cazzo… ti ho visto crescere Enzuccio, ti ho visto crescere come un po’ tutti qui perché la vita ci ha imposto sempre delle cose brutte. L’avete capito che oggi qui in questa città non dovrebbero esserci più ‘ste cose … ma in testa avete solo merda non sapete neanche cosa significhi un’azione del genere”.

Un’altra analisi arriva da Salvatore e fa il pieno di “like”: “Anni e anni a parlare di lotta contro la mafia, contro la Camorra, contro un sistema… poi arrivano le tv nazionali, quelle private e trasmettono fiction o film come ‘Il capo dei capi’… come ‘Gomorra’, e nei quartieri del sud, nei vicoli internati di un entroterra (piena di fame, di disoccupazione e di ignoranza) sconosciuta a tutti i signori con poltrone e pensioni d’oro, lì in questi vicoli i bambini i ragazzini iniziano a farsi fiction in testa… iniziano a volere la piazza di spaccio di un altro… iniziano a cercare armi ovunque per sparare di notte sulle saracinesche sui portoni o in aria… proprio come accade nei film da loro tanto amati…”.

“Ragazzi questa è la vita non è un film non è una fiction – prosegue Salvatore – nessuno può togliere la vita a nessuno e stanotte grazie anche a tutto ciò che ho elencato è morto un ragazzino di appena 21 anni… facciamoci un esame di coscienza e spargiamo la voce tra di noi che la vita è una sola dura poco e non bisogna sprecarla facendo guerre di poveri tra di noi”.

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