Pistorio non lascia, aut aut di Crocetta: “Dimettiti o procedo d’ufficio”

Tensione nella Giunta regionale: sempre ai ferri corti l’assessore alle Infrastrutture e il governatore

crocetta

PALERMO – Continua lo scontro tra Rosario Crocetta e Giovanni Pistorio. “Non mi dimetto. Io non ho fatto niente. Non sono indagato. Qualcun altro lo è”, afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture replicando alla richiesta di dimissioni avanzata ieri dal governatore dopo la diffusione di nuove intercettazioni dell’inchiesta “Mare Monstrum”, che ha travolto le elezioni comunali di Trapani e fatto finire sotto inchiesta anche lo stesso presidente della Regione Siciliana.

Lo scontro era nato per alcuni frasi di Pistorio su un presunto “capriccio” di Crocetta. Parole bollate come omofobe dal governatore che in un faccia a faccia aveva chiesto e ottenuto le scuse pubbliche all’esponente dei Centristi per l’Europa. Ma la pace è durata l’arco di pochi giorni. A riaccendere la miccia, altre intercettazioni circolate ieri in cui si farebbe cenno a rapporti tra Pistorio e Totò Cuffaro. Per questo, Crocetta ha preso subito carta e penna per chiedere dimissioni definitive all’assessore. Che però nega rapporti con l’ex presidente della Regione che ha scontato 5 anni di carcere per favoreggiamento aggravato alla mafia.

“Non ho fatto niente. Io non ho incontrato Cuffaro: l’ultima volta l’ho visto in carcere, nel 2012. Non andavo da solo: ci andava Pierferdinando Casini, ci andava Angelino Alfano. Poi ho smesso di essere senatore nel 2013 e non l’ho più visto: quando è uscito dal carcere ho chiamato suo fratello e me l’ha passato. Nessuna tresca politica con Cuffaro”, afferma Pistorio intervistato da Repubblica.

La difesa e il conseguente ‘arroccamento’ di Pistorio non soddisfa però Crocetta che in una nota controreplica tornando a chiedere un passo indietro al suo assessore. “Pistorio si deve dimettere – tuona il governatore – non per ragioni giudiziarie che certamente io non ho sollevato, ma poiché è venuto meno il rapporto di fiducia politica del presidente nei suoi confronti”.

“Mi astengo dal pubblicare tutte cose false come indicibili che il medesimo ha esternato per mesi ai suoi collaboratori, ma l’ultima intercettazione, registrata non il giorno dell’uscita dal carcere di Cuffaro, bensì il 13 marzo scorso, mostra con chiarezza che Pistorio vuole tenere segreti i rapporti politici con Cuffaro, oltre che – continua il presidente – con altri soggetti politici estranei alla coalizione. In politica questo si chiama tradimento. Per carità, Pistorio è liberissimo di perseguire, con estrema ingratitudine, tutti i disegni politici che vuole, ma lo può fare da libero cittadino, non certamente mentre è assessore del mio governo. Presenti le dimissioni, – conclude Crocetta – per evitare che al suo dimissionamento si proceda d’ufficio”.

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