“Pizzo” a dipendenti Onlus: ai domiciliari ex presidente del Consiglio di Favara

Quattro le ordinanze cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Agrigento 

LICATA (AGRIGENTO) – C’è anche l’ex presidente del consiglio comunale di Favara, Salvatore Lupo, tra i quattro destinatari delle ordinanze cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura, ed eseguite dai carabinieri della compagnia di Licata.

L’inchiesta “Stipendi spezzati”, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Macaluso, riguarda alcuni appartenenti della “Cooperativa sociale Suami – Onlus”.

Lupo, 41 anni,e la moglie Maria Barba, 35 anni, sono finiti ai domiciliari. Obbligo di dimora a Licata (Ag) per Caterina Federico di 34 anni ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Veronica Sutera Sardo, 30 anni, di Agrigento. In tutto sono otto le persone indagate.

L’inchiesta è una prosecuzione dell’operazione “Catene spezzate” su presunti maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti degli ospiti di una struttura d’accoglienza per disabili, che nel gennaio del 2016 portò all’emissione di 5 misure cautelari.

Durante gli interrogatori di garanzia, sentendo alcuni dipendenti sarebbe emerso un presunto giro di estorsioni sugli stipendi. I carabinieri di Licata, da allora, hanno effettuato indagini ed accertamenti. La nuova inchiesta avrebbe fatto emergere che ai dipendenti della “Cooperativa sociale Suami – Onlus” prima venivano accreditati su conto corrente le mensilità dovute e poi, con carte bancomat intestate proprio agli stessi dipendenti, l’amministratore unico della coop, Salvatore Lupo, avrebbe prelevato – secondo l’accusa formalizzata da carabinieri della Procura – la metà degli stipendi.

Secondo gli investigatori i prelievi “forzosi” di denaro avrebbero riguardato oltre 20 dipendenti. E’ scattato il sequestro preventivo di circa 37 mila euro sui conto correnti degli indagati

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