Pubbliservizi, è ancora polemica fra Adolfo Messina e il sindaco Enzo Bianco

Un’altra lunga lettera quella di Adolfo Messina. Sente il dovere di intervenire nuovamente nel dibattito sulle sorti della Pubbliservizi per mettere i puntini sulle i

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CATANIA – Un’altra lunga lettera quella di Adolfo Messina. Sente il dovere di intervenire nuovamente nel dibattito sulle sorti della Pubbliservizi per mettere i puntini sulle i.

Ieri, il sindaco della Città Metropolitana di Catania Enzo Bianco ha incontrato i sindacati, convocandoli nella storica sede della Provincia in Palazzo dei Minoriti.

L’Amministrazione ha appreso, attraverso un messaggio inoltrato tramite il web, delle dimissioni del presidente della Pubbliservizi spa” ha dichiarato Enzo Bianco.

“Abbiamo chiesto le formali dimissioni tramite i regolari canali e le corrette procedure. Qualora non dovessero pervenire entro i primi giorni della prossima settimana, procederemo alla revoca dell’amministratore e alla nomina o di un amministratore unico o di un consiglio di amministrazione. Finché il presidente non formalizza le dimissioni è tenuto per legge ad adempiere ai suoi doveri a partire al pagamento degli stipendi” ha affermato ancora Bianco.

“E’ nostro intendimento – ha concluso il sindaco Bianco – sdoppiare la struttura. Da un lato una bad company, in maniera di eliminare tutte le criticità e, dall’altro, una nuova società che guardi al futuro. Qualora ci fossero stati atti illegittimi nel passato, verranno revocati. In ogni caso chiederemo la collaborazione dell’Anac“.

Ma Adolfo Messina, presidente dimissionario al centro della polemica, risponde per le rime: “Ho inviato le dimissioni con regolare comunicazione protocollata”.
Si informi pure sulle gravi irregolarità che hanno commesso coloro i quali mi hanno preceduto ovvero che lo circondano oggi alla dirigenza della Città Metropolitana o anche i precedenti commissari straordinari che non hanno fatto altro che sbilanciare il rapporto sinallagmatico contrattuale a danno della partecipata” puntualizza.

Noi siamo sicuri di averne denunziato questi fatti illeciti, illegittimi e contra legem rinvenuti” conclude.

In calce il testo integrale della lettera che Messina ha inviato al sindaco metropolitano e agli organi dell’ente interessati alla vicenda.

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Catania 17. dicembre. 2016

Premesso che in data 07 dicembre ho inviato tramite la mia mail di servizio presidente.messina@pubbliservizispa.it , le mie immediate ed irrevocabili dimissioni successivamente iscritte al protocollo della società e ritengo, ancora oggi, che su tale circostanza non vi può essere alcun dubbio circa la mia volontà di esplicita rinuncia all’incarico nonché sul valore dell’atto unilaterale ricettizio che viene perfezionato appena giunge a conoscenza degli interessati, così come previsto dalle norme.

Ho espresso, tra l’altro, questa mia volontà alla rinuncia con ogni mezzo possibile, anche attraverso gli organi di stampa, con motivazioni forti circa la mia espressa rinuncia unilaterale.

Si informi il sindaco sulla normativa in merito prima di rendere dichiarazioni che turbano la quiete bucolica cui mi sono circondato.

E si informi pure sulle gravi irregolarità che hanno commesso coloro i quali mi hanno preceduto ovvero che lo circondano oggi alla dirigenza della Città Metropolitana o anche i precedenti commissari straordinari che non hanno fatto altro che sbilanciare il rapporto sinallagmatico contrattuale a danno della partecipata.

Noi siamo sicuri di averne denunziato questi fatti illeciti, illegittimi e contra legem rinvenuti, anche rispetto al mancato controllo mai esercitato dai dirigenti dell’ex Provincia, alcuni dei quali svolgevano i due compiti di controllore e controllato in palese conflitto di interessi e questa condizione non li faceva accorgere dell’iscrizione nei relativi bilanci degli anni dal 2010 in avanti di fatture introitate e pagate in violazione delle legge che tutela l’ordine pubblico e la sicurezza, nulle ope legis, e senza alcuna procedura che ne accertava la veridicità delle prestazioni così come fatturate.

E’ appena il caso di sottolineare in questa sede che le ricette sul rilancio della società enunciate dal sindaco metropolitano nell’incontro di sabato, non sono altro che il surrogato/copiato di quanto studiato dalla mia amministrazione tendente alla salvaguardia ed al rilancio della PUBBLISERVIZI, vi sono gli atti ufficiali pubblici che testimoniano tutto ciò e già da allora avevamo avuto questa sensibilità. non c’era bisogno di scomodare il prof. Clarich visto che proprio la sua allieva alla Luiss dott.ssa Chiara Rapisarda, direttore generale, che all’atto del mio insediamento presi dal sottoscala nel quale l’avevano relegata, quasi un anno fa aveva già suggerito questa soluzione, come ben ricorderanno Schiliro’ e Galizia, allorquando in un’assemblea di Febbraio 2016 il sottoscritto prospetto’ questa ipotesi all’allora Commissario Dott.ssa Lentini e si decise in quella sede l’avvio di un percorso di studio per la trasformazione in azienda speciale o consortile.

Finisco qua lo sfogo non volendo scendere in polemica alcuna, avendo riguardo alla mia serenità privata che ho scelto come soluzione di vita, rispetto ad un percorso pubblico che mi avrebbe portato a conflitti permanenti, rassicurando il sindaco che io non sono più Presidente di Pubbliservizi già da dieci giorni.

Premesso tutto ciò, in merito alla rinuncia all’incarico di Presidente di Pubbliservizi SpA, ribadisco ancora una volta in questa sede, che essendo mutate le condizioni politico-ambientali che mi hanno portato a questo incarico, avendo accertato l’avversità di chi si è trovato oggi a ricoprire l’incarico di sindaco metropolitano, rappresentante della proprietà e che questa circostanza di sua unilaterale contrapposizione, avrebbe arrecato un danno alla società Pubbliservizi SpA, così come lo stava arrecando quotidianamente e avendo riguardo alla salvaguardia delle 400 famiglie, ho ritenuto, ben 10 giorni fa necessario rinunciare all’incarico che prevedeva altri due esercizi finanziari.

Infine non potendo residuare alcun dubbio, risultando impossibile ritenere una mia volontà di segno opposto alla rinuncia all’incarico, non si comprende ancora perché si continui a strumentalizzare le mie dimissioni che ritengo assolutamente valide, così come espresso in una riunione di sabato 17 dicembre dal sindaco metropolitano, che vorrebbe fare risultare questa stasi, come una mia inerzia, mentre l’inerzia se c’è, è solo della Città Metropolitana di Catania, che avrebbe dovuto richiedere una convocazione urgente dell’assemblea per la ricostituzione dell’organo amministrativo e viste le pretestuosità avanzate e nell’interesse dei lavoratori che devono percepire le giuste spettanze, ad ogni buon conto e nel loro interesse, con la presente rinnovo ancora una volta
LE MIE IRREVOCABILI DIMISSIONI DA PRESIDENTE DELLA PUBBLISERVIZI SpA,
come già rassegnate in data 07 dicembre u.s. e regolarmente protocollate, valide già allora cosi come in premessa esplicitato, fugando così ogni dubbio circa la mia volontà di rinunciare all’incarico.

Adolfo Messina

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