Politiche, l’affondo di LiberaItalia: “Rivendichiamo la possibilità di esserci”

A denunciare la riesumazione di simboli sepolti e le alleanze innaturali tra partiti è il segretario nazionale Fiumefreddo

LiberaItalia

ROMA – “Un mercimonio di simboli per raccattare poltrone”. A due mesi dal voto per le Politiche arriva l’affondo dei liberali italiani sulle premesse poco esaltanti della campagna elettorale, con nuovi e vecchi partiti disposti a tutto pur di ottenere una manciata di seggi. A denunciare la riesumazione di simboli sepolti e le alleanze innaturali tra partiti pur di rientrare in Parlamento è il segretario nazionale di LiberaItalia Antonio Fiumefreddo, che non esita a parlare di “reati manifesti” e a chiedere l’intervento della magistratura.

“Scissioni e proliferazioni di simboli, frutto avvelenato dell’immorale cambio di casacca di avventurieri della politica – scrive in una nota il leader liberale – I radicali prendono il simbolo dei democristiani, gli ex leghisti il simbolo che fu di Monti, Insieme prende il garofano dei socialisti ed il sole che ride che fu dei Verdi, i laici con il simbolo dei fuoriusciti dal Partito Democratico, la Lorenzin con il simbolo abusivo della Margherita. Un mercimonio di simboli per raccattare poltrone. Reati manifesti: dal voto di scambio, al traffico di influenze, alla truffa aggravata. I liberali chiedono l’intervento della magistratura”.

“Siamo pronti a chiedere ai tribunali l’esclusione delle liste che hanno realizzato un simile raggiro – prosegue Fiumefreddo –  Un deprecabile livello di spregiudicatezza rischia di mettere in dubbio le stesse elezioni. Così, alle prossime elezioni non ci sarà una sola lista che abbia raccolto le firme. Ci saranno quelli che ci furono ovvero quelli che si sono travestiti per esserci. Nelle prossime ore dettaglieremo la nostra iniziativa – conclude l’avvocato catanese – assunta a tutela della legge, della libertà degli italiani di scegliere, del diritto dei liberali di candidarsi senza accettare inciuci ed imbrogli”.

Già in occasione delle Regionali siciliane del 5 novembre, LiberaItalia aveva denunciato al Ministro dell’Interno il rischio di condizionamento del voto ottenendo l’intervento del Viminale, che chiese ai Prefetti di attuare misure straordinarie per la tutela della democrazia. 

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