Polverino Ilva in Sicilia, dopo lo stop di Galletti continuano i presidi dei cittadini: “Non ci fidiamo”

Quanto è preoccupante un Paese che non si fida delle sue istituzioni?

 

SIRACUSA – C’era una volta, il Triangolo della morte. O almeno, così lo chiamavano. Augusta-Priolo-Melilli: territori impregnati di storia e leggenda, costiere dalla roccia bianca e mare dal colore dei pavoni, come scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Poi, il polo petrolchimico più vasto d’Europa, Megara Iblea caduta nel dimenticaio e, dulcis in fundo, il polverino dell’Ilva. Ma c’è anche la rabbia della popolazione locale, l’alt del Ministero dell’ambiente e i dubbi: sarà vero?

Da aprile 2015, tonnellate di rifiuti speciali prodotte dall’acciaieria pugliese vengono importate in Sicilia. Gli ambientalisti sono sul piede di guerra. È per far sentire la loro voce che lo scorso 14 dicembre hanno bloccato simbolicamente i camion carichi di polverino al porto di Catania. Sbarcano durante la notte dalla nave Eurocargo Livorno del Gruppo Grimaldi per arrivare alla discarica Cisma Ambiente di Melilli.

Sono arrivati i riflettori, l’attenzione dei media nazionali e la richiesta di intervento della politica. Così, è intervenuto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha assicurato la fine di questa “importazione” di scorie in un territorio già altamente inquinato. Galletti, però, è lo stesso che aveva definito questi trasferimenti “una soluzione temporanea, comunque avvenuta in piena sicurezza e trasparenza”.

Parole che hanno fatto infuriare gli ambientalisti capeggiati da Don Palmiro Prisutto, il parroco di Augusta che parla di “omicidio istituzionale” e “Stato primo nemico”.

“Quale trasparenza – si domandano gli attivisti – se le popolazioni e la politica locale non erano a conoscenza di nulla? Quale sicurezza se, a quanto pare, il polverino fuoriusciva dai camion bloccati la scorsa settimana al porto di Catania?” Per accertare questo sospetto, gli attivisti hanno prelevato un campione che verrà presto analizzato. Ma non solo. Ieri si sono recati alla discarica di Melilli per monitorare che non arrivassero nuovi camion, identici a quelli che fino alla scorsa settimana portavano gli scarti dell’Ilva alla Cisma.

“Se il ministro Galletti ha veramente deciso di bloccare questo traffico, intervenga e chiarisca. Quando termineranno questi trasporti? E dirottati dove?”

Nell’attesa di rassicurazioni più convincenti, ci resta una domanda: quanto è preoccupante un Paese che non si fida delle sue istituzioni?

 

GLI AMBIENTALISTI BLOCCANO I CAMION AL PORTO DI CATANIA E ACCERTANO LA “SICUREZZA” DEL TRASPORTO

 

 

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