L’Arcipelago senza Porto: il consigliere molla Micari

A pochi giorni dalla presentazione delle liste per le Regionali del 5 novembre, le parole del capogruppo di Enzo Bianco in consiglio comunale agitano la politica catanese.

Porto

CATANIA – Era uno dei pochi punti fermi della lista catanese “Arcipelago Sicilia”, ma adesso la crisi del progetto Micari gli impone “una seria riflessione”. A pochi giorni dalla presentazione delle liste per le Regionali del 5 novembre, le parole di Alessandro Porto agitano la politica catanese.

L’ex fedelissimo di Raffaele Lombardo oggi capogruppo consiliare di “Con Bianco per Catania” è da tempo in campagna elettorale ma stamattina con una nota ha esternato a chiare lettere il proprio malessere a stare dentro il progetto lanciato da Leoluca Orlando, che a parte Palermo, si presenta al momento debole nelle altre province siciliane. Trovano una parziale conferma i rumors intorno alla candidatura del consigliere catanese, i cui manifesti erano comparsi in città ormai da settimane senza però alcun simbolo di partito. Un’assenza quantomeno singolare. 

Porto stigmatizza quanto sta accadendo all’interno della coalizione di centrosinistra, che sembra voler affossare l’area centrista e la proposta civica di Orlando e della sua lista Arcipelago Sicilia. “Registro una crisi profonda nel ‘progetto Micari’ – afferma Porto – e la dimostrazione evidente di questo è l’inconsistenza della lista Arcipelago-lista del Presidente che doveva essere il luogo intorno al quale si sarebbero dovute raccogliere le energie del civismo attraverso l’impegno dei sindaci”.

“Invece – prosegue – quello che sembrava il campo largo nel quale fare confluire i movimenti e i progetti impregnati di civismo e senza simboli partitici, è diventato un campo ristretto. La candidatura di Fabrizio Micari non ha raccolto il consenso e ha messo in crisi l’area centrista. Il risultato – sottolinea – è che stiamo assistendo alla dissoluzione dell’area popolare. Quello che rimane è il Partito Democratico, l’esperienza Crocetta e l’isolato Micari, che in questo modo diventa la foglia di fico di questa confusione. Troppa per non riflettere – continua. Io, onestamente, faccio grande fatica a stare dentro questa proposta politica affatto adeguata ai principi del civismo, alla mia storia e al mio impegno politico”.

“Oggi, alla luce di tutto questo – prosegue Porto – trovo difficile trovare una soluzione dentro questo schema politico e devo decidere se accantonare una prospettiva che ho condiviso con i miei tanti amici per quasi 5 anni, e che raccoglie consenso ed entusiasmo, o se rintracciare un’alternativa, una soluzione che abbia maggiore affinità con la mia storia politica. Su questo rifletterò nelle prossime ore”.

A cosa porterà questa riflessione non è dato saperlo al momento. Il diretto interessato non è rintracciabile. Un silenzio che alimenta  le voci che vogliono il capogruppo di Bianco con Catania in rotta verso l’Udc, schierato sul fronte opposto, al fianco di Nello Musumeci. Per Porto sarebbe un ritorno al passato come lo stesso rivendica con orgoglio: “Io sono un moderato: mi sono candidato in lista civica con Bianco come uomo dell’UDC perché l’UDC scelse di appoggiare Bianco”. Per molti addetti ai lavori, un chiaro tentativo di riaprire un dialogo con lo il partito di Lorenzo Cesa.

Ma l’UdC catanese esclude una trattativa con il capogruppo di Bianco al Consiglio Comunale di Catania. “La nostra lista è completa, manca solo una donna”, dice un esponente di spicco dello scudo che preferisce restare anonimo. “E’ un uomo di Bianco, diciamo no a questo genere di trasformismo che sarebbe difficile da spiegare agli elettori vista, appunto, la sua posizione in Consiglio comunale”. Resta da capire se e dove la candidatura del consigliere catanese andrà in Porto. 

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