Precari eterni, il caso siciliano arriva a Bruxelles

Il problema dei precari viene ripreso solo per spot elettorali?

CATANIA – L’esercito dei precari siciliani è un bacino elettorale enorme. Un mix di inerzia politica e (dis)interesse fa sì che tutto cambi affinchè tutto resti com’è. Così i lavoratori, appesi a un filo da anni, fanno gola a chi promette senza mantenere mai. Prorogando, di fatto, contratti e speranze.

La vicenda è arrivata direttamente a Bruxelles dando voce a quattro dipendenti della Protezione Civile rinnovati, senza soluzione di continuità ben 19 volte in 16 anni. Ma è anche la storia di quasi 20mila lavoratori siciliani che con l’ultimo ddl regionale hanno ricevuto l’ennesimo “contentino”, un’altra pezza e nessuna stabilizzazione. Solo una proroga di due anni.

Nell’audizione al Parlamento Europero dello scorso 22 marzo, gli avvocati Alessandro Di Fede, Chiara Patanè, Elisa e Maria Carmela Di Mattea hanno evidenziato la violazione della legge 70 del 1999. Cioè, di quel divieto di reiterare i contratti a termine oltre il limite massimo di 36 mesi. Un gravissimo quadro che coinvolge migliaia di lavoratori dei comparti sanità e scuola in tutta Italia.

È urgente che si apra una procedura d’infrazione nei confronti della Regione Sicilia e dello Stato italiano affinchè questa situazione cessi” è l’appello degli avvocati. Precariato: una patata bollente che si muove sull’asse Palermo-Roma e che adesso spera in Bruxelles.

I quattro dipendenti della Protezione Civile siciliana sono impiegati a singhiozzo da 16 anni e per questo hanno presentato ricorso al Tribunale del Lavoro. Ma i tempi della Giustizia sono lenti. Tanto che la prima udienza del processo avrà luogo tra un anno e mezzo.

L’Italia ha già subìto diverse sanzioni dalla Corte di Giustizia Europea, la più epocale è la sentenza Mascolo sui precari della scuola, a seguito della quale l’Italia ha cercato di mettere una “pezza” con la riforma della Buona Scuola. Una risposta che resta monca e parziale.

Dunque, sotto le pressioni europee, lo Stato e la Regione Siciliana potrebbero finalmente decidersi. Cosa fare con questo bacino enome di lavoratori? Il problema dei precari viene ripreso solo in prossimità di spot elettorali? 

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