Primarie centrodestra, Falcone: “In dubbio, ma non le escludiamo”

Ancora forti i dissensi per lo svolgimento della consultazione in programma il 23 aprile

 

CATANIA – Continua nel centrodestra siciliano il braccio di ferro tra falchi e colombe sulle primarie. Da chiarire c’è sempre un punto: si faranno o no?

“Si è discusso tanto e ancora tanto si sta discutendo. Restano in dubbio, ma non le escludiamo”, conferma Marco Falcone, che la scorsa settimana si è dimesso dal coordinamento delle consultazioni previste per il 23 aprile. Un segnale chiarissimo quello del capogruppo di Forza Italia all’Ars il quale si era detto favorevole alle Primarie consapevole che Fi, soprattutto a livello nazionale, ha “sempre manifestato perplessità su questa metodologia di scelta del candidato”.

“Sono assolutamente convinto che la partecipazione dal basso porti un risultato significativamente reale e concreto“, ribadisce l’ex sindaco di Mirabella Imbaccari a margine della presentazione del ddl sul ripristino della Province, ma “ho visto molti dissensi all’interno del mio partito e di partiti centristi che  forse immaginano ancora che i vecchi schemi della politica del passato possano essere utili per avere un consenso. Ma purtroppo non è più così. Oggi la gente vuole scegliere, vuole essere protagonista del proprio futuro”.

I dissensi a cui si riferisce arrivano fino ai piani alti dove si continua a lavorare per una candidatura unitaria che possa anche far saltare le primarie.  Per Silvio Berlusconi il candidato ideale sarebbe Stefania Prestigiacomo. L’ex ministro delle Pari opportunità, pure lei contraria alle Primarie, ha da tempo dato la sua disponibilità ma resta ancora alla finestra guardando l’evolversi della situazione.

Resistenze arrivano anche dalle forze centriste della coalizione che vedono di buon occhio la candidatura dell’ex rettore di Palermo Roberto Lagalla – che nei giorni scorsi ha lanciato il suo movimento trasversale “Idea Sicilia” annunciando la sua discesa in campo – o in alternativa quella dell’europarlamentare Giovanni La Via. Nomi che però non entusiasmano ampi settori della stessa Forza Italia, in quanto entrambi fino all’altro ieri schierati con i governi regionale e nazionale.

Intanto con il rebus Primarie ancora irrisolto si avvicina la data del 27 marzo, in cui scade il termine per la presentazione delle candidature. Quel giorno, Nello Musumeci come annunciato la scorsa settimana rassegnerà le dimissioni da presidente dell’Antimafia, per tuffarsi nella campagna elettorale. Al momento, gli antagonisti del leader di #Diventeràbellissima sono il segretario nazionale di Noi con Salvini, Angelo Attaguile,  Gaetano Armao per il Movimento nazionale siciliano e, novità delle ultime ore, l’ex coordinatore di Fi Vincenzo Giibino. 

Una settimana ancora, dunque, e dovrebbe sapersi se il popolo del centrodestra si recherà, prima volta assoluta in Italia, ai gazebo per scegliere il candidato alla presidenza della Regione. Sul tappeto resta anche l’ipotesi che il voto slitti a giugno, subito dopo le Amministrative. Ma tutto fa pensare che dal cilindro salterà fuori  un nome super partes che metterà tutti d’accordo, un personaggio forte e autorevole da indurre gli altri a fare un passo indietro. In questo caso, potrebbe tornare in pista Salvo Pogliese. Il giovane eurodeputato catanese di Forza Italia, a detta di autorevoli esponenti azzurri, sarebbe il candidato ideale per puntare a riconquistare la Regione.

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