Catania alle Primarie PD: “I soddi mi l’anu a ddari iddi a mia!”

Tribù ha visitato uno dei gazebo di Catania delle Primarie del PD: ecco cosa abbiamo visto

 

CATANIA – A turbare la festa della democrazia ci prova un tizio a bordo di una moto ape. “A picuruniii!!!“, grida rivolto agli elettori in fila per votare alle primarie PD qui al Gazebo di Corso Indipendenza. I quali potrebbero essere da tutt’altra parte, ha ricordato in mattinata il segretario uscente Matteo Renzi. La domenica è bella a dir poco e domani è il primo maggio.

Eppure questi cittadini sono qui, a sudare sotto il sole in nome appunto della democrazia. 

Certo un po’ di confusione c’è. Quantu si pava?”, chiede qualcuno.Picchi, s’ava pavari?”, gli fa eco un altro. Si trova il coraggioso disposto ad informarsi, a scavalcare la fila e tornare con la triste ambasciata. “Due euro!”, dice improvvisamente meno certo del ruolo guida del PD per il socialismo europeo. I soddi mi l’anu a ddari iddi a mia!“, taglia la testa al toro un altro elettore, ancora convinto della necessità politica e morale delle primarie.

“Non siamo mica ad Arcore o a Sant’Ilario, dov’è il singolo a decidere per tutti – rimbombano ancora nella mente le parole del confronto televisivo su Sky, che qui tutti hanno visto – Noi il Segretario del Partito lo decidiamo insieme!”. Il signor Nuccio, per esempio, ha le idee chiare. Si avvicina con determinazione al seggio, con la moglie a braccetto, estrae l’occorrente, ritira la scheda e chiede come deve votare.

Gi viene spiegato: “Ci sono tre rettangoli, uno rosso, uno bianco e uno verde…”

Non tutti sono giudiziosi come ‘u zu Nucciu. C’è chi ha dimenticato la tessera elettorale, eppure si avvia convinto al Gazebo come se pensasse di poter prendere in giro l’organizzazione. Un ragazzo a bordo di un motorino, che prima ha parcheggiato rumorosamente davanti al seggio, riparte sgommando forse per prendere anche lui la tessera dimenticata. Mentre si allontana un’altro raggiunge il seggio sgommando nel medesimo modo.

Si chiacchiera di politica e un po’ anche di pallone. “I collere ca n’ama pigghiatu…” dice qualcuno pensando al Catania. La fila scorre, la gente vota, la democrazia si compie. Il fascio-leghista a bordo della lapa non ha turbato la voglia di partecipare di questa gente. Perché la libertà, cantava G.G., è partecipazione. Se la partecipazione sia poi libertà nessuna canzone lo spiega. E le Primarie PD nemmeno. 

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