Primarie PD, Emiliano a Catania nella “roccaforte renziana”

A spaccare i dem catanesi, le correnti che fanno riferimento al guardasigilli Andrea Orlando e al governatore pugliese

Emiliano

CATANIA – Sul palco con lui, come nelle altre tappe del mini-tour siciliano di questi giorni, ci saranno il senatore Beppe Lumia e il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. E Giuseppe Caudo, fedelissimo del presidente della Regione Rosario Crocetta nonché coordinatore della mozione nel catanese. Michele Emiliano giunge ai piedi dell’Etna, precisamente all’Hotel Nettuno, per lanciare la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico del prossimo 30 aprile.

Una partecipazione non scontata, quella del governatore pugliese ai gazebo, poiché la sua mozione congressuale al momento non ha entusiasmato gli iscritti dei circoli PD. Come che sia, una campagna elettorale va fatta per bene e ciò prevede anche le incursioni in casa dell’avversario. Lo sa bene Matteo Renzi, candidato favorito alla Segreteria, che ha prevalso sul governatore nel suo circolo a Bari. E lo sa Emiliano, che viene a sfidare l’ex premier in quell’isola che lui stesso definisce “una roccaforte di tessere renziana”.

“Penso che supereremo tranquillamente lo sbarramento del 5 per cento alle lezioni per la segreteria nazionale”, ha dichiarato Emiliano. “La nostra candidatura è arrivata dopo la chiusura del tesseramento, ma considero umiliante per la leadership fare campagna sul tesseramento. Ci stanno sostenendo in tantissimi ed è commovente quello che sta succedendo”.

In Sicilia sono arrivato a 25 anni. Qui ho imparato cos’è l’amicizia, ho imparato cos’è la legge, ho cominciato qui la mia storia di magistrato – ha scritto il governatore sul suo profilo Facebook dopo aver presentato la mozione a Palermo – Spesso si parla della Sicilia e del Mezzogiorno come terra di mafia e si dimentica che qui l’antimafia è una resistenza di popolo, che qui è nata la legge La Torre sui beni confiscati, che qui è nata l’antimafia sociale, la grande storia di Falcone e Borsellino, nel contrasto alle mafie. Cambiare il destino dei bambini è il vero scopo della politica e dovrebbe essere del Partito Democratico, che invece in questi anni ha dimenticato la Sicilia ed il Mezzogiorno”.

Un’accusa netta alla leadership renziana di questi anni, commutata in una sonora sconfitta al referendum dello scorso 4 dicembre. A livello di partito, tuttavia, i giochi sono ben più complessi e ciò non sfugge al governatore pugliese.

Il partito catanese gli si presenta non ostile ma certo battagliero. Il sindaco Enzo Bianco e la sua corrente sono risaputamente schierati con il segretario democratico uscente. “Sosteniamo con forza la candidatura di Matteo Renzi – ha scritto qualche settimana fa il primo cittadino, anche in qualità di leader dei Liberal PD – Il programma che propone e l’idea di partito che profila costituiscono, soprattutto oggi, una vera occasione di modernizzare il Paese e una positiva prosecuzione del cammino intrapreso con l’Ulivo, prima, e con il Partito Democratico, oggi”.

Una parte importante dei democratici catanesi è poi schierata con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, anche lui in corsa per la segreteria e dato secondo nei sondaggi. “Sono convinto che con Andrea Orlando si aprirà una nuova fase per il Partito Democratico – ha detto l’onorevole Giuseppe Berretta, coordinatore siciliano della mozione del ministro – riducendo le distanze con tanti militanti che, in Sicilia come altrove, non si sono sentiti coinvolti in un progetto di centro-sinistra”.

A coordinare la “mozione Orlando”, nel catanese, l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Catania Angelo Villari. Non l’unico esponente della giunta Bianco a sostenere un candidato segretario diverso da quello del sindaco. L’assessore ai Lavori pubblici Luigi Bosco questa sera sarà in prima fila all’hotel Nettuno a sostenere Emiliano.

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