Rifiuti, infrastrutture e burocrazia le prime grane di Musumeci (oltre le polemiche con Sgarbi)

L’esecutivo sistema gli scatoloni e prende confidenza con la macchina regionale, iniziando a preparare il lavoro dei prossimi anni

PALERMO – A tenere banco, com’era prevedibile, è stato proprio l’Assessore meno presente. Ma nei primi giorni del Governo Musumeci c’è stato di più della polemica lanciata da Vittorio Sgarbi su Nino Di Matteo e i professionisti dell’antimafia, della quale, a trent’anni esatti dal celebre fondo di Leonardo Sciascia, non si sentiva affatto il bisogno.

L’esecutivo sistema gli scatoloni e prende confidenza con la macchina regionale, iniziando a preparare il lavoro del prossimo quinquennio. Con il presidente impegnato a seminare prudenza: “Ammonta a 5 miliardi il deficit della Regione. Ed è fuor di dubbio che la crisi finanziaria condizionerà l’operato del governo almeno per i primi anni”, ha detto Musumeci in una delle prime interviste dopo l’insediamento. Tradotto: non saranno rose e fiori ma non sarà colpa mia. 

Tra i primi punti all’ordine del giorno rifiuti, infrastrutture e magagne burocratiche e amministrative. Come quella delle ex Province, che il nuovo governo prende di petto con la presentazione del ricorso alla Corte costituzionale contro l’impugnativa del Consiglio dei ministri della legge regionale che aveva “cassato” le Città Metropolitane, reintroducendo il voto per gli enti intermedi. Decisa anche la presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa per l’istituzione di una specifica competenza per le Isole minori, in capo all’assessorato alle Autonomie locali retto da Bernardette Grasso.

Sullo sfondo anche i primi incontri istituzionali del nuovo presidente della Regione. Musumeci, insieme all’assessore al ramo Vincenzo Figuccia, ha incontrato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galetti per un confronto sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. “Esportazione” della monnezza in altre Regioni e costruzione di un termo-valorizzatore i punti principali della riunione, con le associazioni ambientaliste già sul piede di guerra. L’impianto sorgerà a San Filippo del Mela, dove per il prossimo 13 dicembre è in programma una protesta. 

Ma il neo-governatore ha visto anche il Minsitro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Del Rio, insieme all’assessore Marco Falcone e al direttore generale del Dipartimento delle Infrastrutture, Fulvio Bellomo. Una nota dolente, quella delle infrastrutture in Sicilia. Sul tavolo della riunione il completamento della strada a scorrimento veloce Libertinia-Licodia Eubea e il ripristino della linea ferroviaria Caltagirone-Gela. Un incontro proficuo, ha detto a margine Musumeci, che al ministro ha chiesto di potenziare gli stanziamenti per il trasporto ferroviario sull’isola.

Questi i primi passi del nuovo governo. Che nel frattempo incassa un bonus inaspettato. Da Roma sono arrivati i trasferimenti relativi all’Irpef. Un miliardo e duecento milioni di euro che consentiranno alla Regione di sbloccare i pagamenti nei confronti dei fornitori. Ossigeno per le casse improvvisamente riempite: “Prima missione compiuta, scongiurata la crisi di liquidità della Regione siciliana”, commenta l’Assessore al Bilancio Gaetano Armao.

Prima della chiusura della cassa regionale a dicembre, i fornitori più importanti dovrebbero essere pagati. Poi pausa natalizia fino a gennaio. Nel frattempo, lunedì, l’ARS si insedierà con la ripresa delle funzioni legislative. La nuova Legislatura inizia sul serio. Speriamo bene. 

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  • MUSUMECI, COME INIZIO C’E’ MALE

    Le colpe sono sempre degli altri, i meriti sempre propri.
    La gestione in perenne emergenza lascia il popolo siciliano in una perenne apnea.
    Per deprivazione dei diritti fondamentali.
    Bene le infrastrutture, ma Musumeci abbia il buon gusto di non privilegiare i suoi territori d’elezione (in tutti i sensi).
    Si rechi nel palermitano, in special modo nel corleonese, dove esistono situazioni che possono invidiare il Terzo mondo.
    E mantenga con i fatti le promesse di discontinuità.
    Rifiuti in perenne emergenza è il solito refrain, per giustificare i termovalorizzatori o le continue deroghe per le discariche private (illegittime, lo ha ben scritto la commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, nella corposa relazione depositata il 19 luglio 2016), ossia quanto voluto o da Cuffaro o da Lombardo, ma anche da Crocetta, e soprattutto da chi sta dietro di loro.
    Chi sta dietro Musumeci?
    I grillini lo avevano detto, in campagna elettorale, con efficaci manifesti on line.
    Ora Musumeci dovrà smentirli o dargli ragione, entro i fatidici cento giorni.

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