Crack Wind Jet, difetto di notifica: slitta il processo a Pulvirenti

La prima udienza davanti la prima sezione penale del Tribunale di Catania è stato rinviata al 9 gennaio. Oltre all’imprenditore, ex presidente del Catania Calcio, alla sbarra altri 15 imputati

wind jet

CATANIA – Torneranno sul banco degli imputati il prossimo 9 gennaio le sedici persone accusate di bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto della compagnia aerea low cost Wind Jet, ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro.

Il processo che si è aperto davanti la prima sezione penale del Tribunale di Catania è stato rinviato per un difetto di notifica. Tra gli imputati anche l’imprenditore Antonino Pulvirenti, ex presidente del Calcio Catania. Nell’inchiesta sono confluite i rapporti della Guardia di finanza sul dissesto della compagnia che, per l’accusa, sarebbe “stato effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005”.

Al centro dell’inchiesta un presunto giro di fatture ‘gonfiate’ per creare fondi in nero. La Wind Jet, che nel 2009 era la prima compagnia low cost in Italia, con tre milioni di passeggeri, in realtà, sostiene la Procura di Catania, non poteva volare da almeno quattro anni prima della chiusura perché, precisano i Pm, “nel 2005 il suo bilancio aveva un passivo di 600 mila euro che tecnicamente non le permetteva di operare”.

Poi, con una serie di “operazioni di maquillage di bilancio, con una bancarotta che si e’ dipanata negli anni”, grazie anche “a controllori che non hanno controllato”, si è tenuta la compagnia aperta. Accuse sempre contestate dagli indagati.

La Wind Jet ha smesso di volare nell’agosto 2012 lasciando a terra oltre 300mila passeggeri. Gli indagati avrebbero “occultato un deficit del patrimonio”  riportando nei bilanci “valori attivi fittizi”, aggravando lo stato dell’azienda per oltre 164 milioni. Tra questi, 30 milioni per debiti verso l’erario, 20 milioni verso i passeggeri che hanno comprato i biglietti senza poter volare e i restanti per i debiti verso i fornitori. 

Secondo l’accusa, le manovre “sospette” sarebbero cominciate già nel 2005, cioè appena un anno dopo la nascita della low cost. La Wind Jet, praticamente, non avrebbe più potuto volare già un anno dopo il primo decollo. Uno dei punti principali della vicenda riguarda l’”indebita” rivalutazione del marchio ceduto nel 2006 a Meridi s.p.a. e retrocesso nel 2009 alla stessa Wind Jet. In realtà secondo i PM si sarebbe trattata di un’operazione “fittizia” effettuata “al solo scopo di occultare l’integrale perdita del patrimonio”. Secondo la Procura etnea, i 16 imputati avrebbero agito “in concorso e previo accordo tra loro” come “un gruppo criminale organizzato”. Accuse sempre negate dagli imputati.

Alla sbarra, oltre a Pulvirenti, l’ex ad Stefano Rantuccio, il presidente del collegio sindacale di Wind Jet Vincenzo Patti, Gianmarco Abbadessa, avvocato tributarista e componente del collegio sindacale dell’azienda, Luciano Di Fazio e Gianluca Cedro, senior partner di Emintad Italy Srl, società di consulenza strategica, Giulio Marchetti, associate partner della Bompani Audit Srl, incaricata del controllo contabile della WJ, Remo Simonetti, amministratore della stessa società di revisione, Angelo Vitaliti, componente del Cda di Windjet, Paola Santagati, commercialista Windjet, Gianni Cominu, maintenence Ph di Windjet, Giuseppe D’Amico, engineering manager di Windjet, Biagio Rantuccio, fratello di Stefano, Gregoire Lebigot,presidente del gruppo Vallières Aviation e della Europe Aviation nonché amministratore della Jmv Aviation S.ar.l., Karl Rickard, vice presidente della Jmv Aviation Srl, Sarah Patti, componente del collegio sindacale della Windjet.

Nel processo si sono costituiti parti civili, oltre ai commissari giudiziale e liquidatore, anche i dipendenti della compagnia low cost, numerosi passeggeri, i fornitori, l’INPS e diverse associazioni di consumatori. Tra queste ultime, Confconsumatori ribadisce che “i passeggeri danneggiati che non hanno ancora provveduto a inviare la richiesta di costituzione di parte civile potranno ancora farlo prima della prossima udienza”.

L’associazione ha preannunciato la richiesta di costituzione di parte civile “come associazione di consumatori e nell’interesse di tutti i passeggeri che hanno già conferito mandato”. “Continueremo la nostra battaglia a fianco dei passeggeri così come fatto sin dal 2012 – dice il responsabile nazionale Trasporti Confconsumatori, avvocato Carmelo Calì – valorizzando tutte le opportunità esistenti affinché i passeggeri ottengano giustizia per tutti i torti e i soprusi subiti in occasione della triste vicenda Wind Jet”.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *