Procuratore Bertone: “Indagare rapporto Mafia-politica”

L’allarme lanciato dal Capo di una delle Procure più difficili d’Italia e le verità svelate dall’operazione “Polis”

Amedeo Bertone guida una delle Procure più difficili della Nazione.

L’uomo è una Garanzia: niente salotti, niente vanità, nessuna concessione al protagonismo, ma semplicemente un Magistrato vero, un Uomo colto ed integerrimo.

Le indagini sulle stragi, il caso “Saguto” (o i casi?), il contrasto a Cosa Nostra in un territorio fortemente infiltrato, rendono quell’Ufficio un presidio, la cui autonomia va difesa strenuamente.

E la presenza di un Capo dell’Ufficio di spessore si è fatta sentire anche nell’allarme che l’indagine “Polis” ha fatto lanciare appunto al Procuratore.

Bertone ha segnalato quanto sia importante approfondire le indagini sui rapporti Mafia politica, sulla gestione degli appalti, sulla direzione criminale del consenso.

Ed in effetti, gli arresti di Niscemi ci consegnano Cosa Nostra che non vende soltanto i voti raccolti con la sua forza di intimidazione, ma persino i candidati in favore delle liste degli “amici” – a 10.000,00 euro a candidato -, assessori che ricevono “avvertimenti” e chiedono ai boss piuttosto che alla Polizia di cercare i colpevoli, mafiosi che parlando di un politico noto per le battaglie antimafia lo definiscono onesto e serio.

Inquietante il giudizio, perché vorrà dire che uno dei due (il mafioso o il politico?) non hanno fatto bene il loro mestiere; sarebbe come dire che un medico dell’Avis parli bene di un vampiro, come se il diavolo parlasse bene di un prete!

C’è qualcosa di diabolico in questa Sicilia alla rovescia, in cui il sindaco – ora arrestato ed anzi sorridente mentre è in manette tra due agenti di polizia – si vantava d’essere a capo di una giunta senza padrini, salvo poi decidere con i padrini gli assessori.

Ed allora, credo che l’allarme lanciato dal Procuratore Bertone vada preso molto sul serio, che il territorio dell’impegno politico, amministrativo, ma anche imprenditoriale e sociale in Sicilia ha chiaramente bisogno di un’operazione verità, perché troppe le sono le maschere e difficile tra queste distinguere chi veramente ci mette la faccia.

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