Pronto soccorso del Policlinico e San Marco: ancora nessuna certezza sull’apertura

Il direttore generale dell’Ove Paolo Cantaro fa il punto sullo stato dell’arte dei lavori relativi alle due strutture sanitarie catanesi

CATANIA – “Non vorrei che venissero alimentate attese che poi non possono essere governate“. Paolo Cantaro commenta così il balletto di date sulll’inaugurazione del nuovo pronto soccorso del Policlinico e sulla consegna del nuovo ospedale San Marco. “Sulle date, non so come i giornali ricevano queste informazioni”, osserva il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Vittorio Emanuele. “La struttura del Policlinico – continua – è pressoché completata. Tempi di apertura? Penso il mese di aprile”.

“Stiamo lavorando al completamento del pronto soccorso. Abbiamo tutte le diagnostiche da montare. Abbiamo stipulato i contratti con le ditte. Ci vogliono i tempi che saranno necessari. Sappiamo di lavorare attorno a un pronto soccorso che sarà innovativo. È una struttura importante da consegnare alla città. L’assillo o il clamore giornalistico è una cosa che non ci appartiene”, ribadisce Cantaro confermando che a guidare il nuovo triage sarà il dottor Giuseppe Carpinteri, attuale primario del pronto soccorso dell’Ove.

Con l’apertura ormai imminente resta ancora da definire l’aspetto legato alla viabilità d’accesso al pronto soccorso del Policlinico. Se dalla parte nord, non vi sono problemi di sorta,  criticità si potrebbero presentare per i mezzi di soccorso provenienti dalla circonvallazione. Una possibile soluzione, avanzata da più parti, potrebbe essere la realizzazione da parte del Comune di una corsia preferenziale per le ambulanze. Per avere maggiori dettagli su quali provvedimenti ha in cantiere l’amministrazione comunale abbiamo chiamato l’assessore alla Mobilità Rosario D’Agata, ma non è stato possibile sentirlo. Lo faremo più avanti.

Per quanto riguarda invece il nuovo ospedale San Marco di Librino, il direttore dell’Ove conferma che i lavori stanno andando avanti e si è in attesa della consegna della struttura da parte di Tecnis, fissata per il prossimo 9 febbraio. “Davanti alle vicissitudini giudiziarie della Tecnis – sottolinea Cantaro – eravamo rimasti sgomenti, perché era veramente a rischio il completamento di un’opera di primo livello nel panorama sanitario”.

Se i tempi non saranno rispettati, l’Azienda non starà con le mani in mano. “Noi rappresentiamo l’erario pubblico quindi non vorremmo un minuto di ritardo”, afferma Cantaro che tiene a precisare che “abbiamo garantito un’opera che sembrava pregiudicata”.

La consegna  ufficiale del nuovo nosocomio nella zona sud di Catania “avverrà dopo il completamento dei collaudi che ritengo inizieranno nel mese di febbraio”. “Se i collaudi sono completati e l’ospedale consegnato, la struttura potrà essere aperta al pubblico”, conclude il direttore generale dell’Ove.

C’è da aggiungere che dalla consegna della struttura all’apertura, passeranno tra i 5 e gli 8 mesi: il tempo necessario per i collaudi. Superato questo step, restano però ombre sul capitolo relativo al reclutamento del personale. Dubbi sollevati da tempo da Carmelo Calvagna, medico del Policlinico e responsabile Cgil dell’Azienda Policlinico, e dal segretario generale Cgil Funzione Pubblica, Gaetano Agliozzo. Per entrambi “la pianta organica prevista per il funzionamento dell’ospedale San Marco prevede la messa in campo di 822 unità. Nel dettaglio, servono: 200 medici, 339 infermieri, 145 ausiliari, 93 tecnici e operatori di comparto, 13 dirigenti sanitari di area non medica, 7 farmacisti, 44 unità del settore tecnico-amministrativo”.

Secondo Calvagna è pressoché impossibile quanto sostenuto dal direttore generale, ovvero che il personale proverrà dalla dismissione di Vittorio Emanuele, Santa Marta e Santo Bambino, perché l’azienda è già adesso sotto organico. “Togliendo il comparto universitario che sarà trasferito al Gaspare Rodolico – sosteneva Calvagna – rimane personale sufficiente a coprire appena il 10% della pianta organica prevista e necessaria per il San Marco”. In pratica per rendere operativo la struttura del San Marco, costata quasi 200 milioni,  mancherebbero all’appello quasi 750 persone.

Articoli correlati

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *