Ancora violenza al pronto soccorso dell’OVE: aggredito vigilantes

La guardia giurata picchiata da un utente ha riportato la frattura della mandibola

pronto soccorso

CATANIA – Ancora scene da far west al pronto soccorso del “Vittorio Emanuele” di Catania, teatro di recente di una serie di aggressioni al personale medico e paramedico. La più eclatante, lo scorso 1 gennaio con il raid punitivo di nove persone nei confronti di un dottore che si era rifiutato di dare le generalità di una paziente medicata in precedenza a seguito di un incidente stradale con uno dei componenti del gruppo.

Stavolta, ad essere malmenato brutalmente da un utente del Triage è stato un vigilantes, che nell’aggressione ha riportato la frattura della mandibola. L’episodio, come rende noto l’Ugl, è avvenuto domenica scorsa. 

“Non è più tollerabile che luoghi deputati a soccorrere e salvare vite umane debbano diventare dei veri e propri ring. E’ davvero inaccettabile che l’incolumità di chi lavora in queste strutture sia continuamente compromessa”, dichiarano il segretario generale territoriale Giovanni Musumeci ed il segretario provinciale di Ugl sicurezza civile Giovanni Vitale, che chiedono di “rivedere l’intero sistema di accoglienza e vigilanza all’interno dei pronto soccorso di tutta la provincia di Catania.

“Evidentemente, per i tempi che corrono – proseguono i rappresentanti dell’Ugl  – c’è qualcosa che non va nell’organizzazione dell’intera filiera che va dal front office fino all’ambulatorio e, per questo, siamo convinti che si debba intervenire con urgenza per individuare tutte le soluzioni necessarie al fine di garantire massima sicurezza ai lavoratori dei pronto soccorso ed agli utenti. Chiederemo a breve al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, allargato ai manager delle aziende ospedaliere ed alle forze sindacali, per affrontare questa situazione, perché non è più possibile che possano essere giornate ed ore in cui i posti di polizia rimangono sguarniti, che non venga ancora disposto il necessario invio degli uomini dell’esercito, a supporto del personale in servizio, ma soprattutto che gli agenti della vigilanza armata svolgano funzioni di portierato all’interno dei locali quando invece dovrebbero operare immediatamente all’esterno della struttura per assicurare, in casi del genere, un intervento celere”.

“Quello che è accaduto, infatti, prima o poi sarebbe successo  perché le guardie giurate particolari operanti all’ingresso degli ambulatori non sono in alcun modo messe nelle condizioni di poter intervenire in modo efficace”, aggiungono i due sindacalisti esprimendo “affetto e solidarietà al lavoratore coinvolto ed al collega presente che, con non poche difficoltà e con l’aiuto degli agenti della polizia nel contempo intervenuti, è riuscito ad evitare conseguenze peggiori”.

“Poteva infatti accadere qualcosa di più grave se pensiamo che i dipendenti della vigilanza privata, aprendo la porta dell’accesso agli ambulatori, possono trovarsi improvvisamente davanti qualunque persona possibilmente armata e pronta a far del male. Auspichiamo quindi un’azione incisiva perché chi lavora e chi fruisce dei pronto soccorso debba sentirsi al sicuro e non avere paura di lasciarci la pelle, ma anche per innalzare il livello della qualità dei servizi offerti, soprattutto alla luce del potenziamento degli organici del comparto sanitario che speriamo venga effettuato in tempi brevi”, concludono Musumeci e Vitale.

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