“Provocò dissesto del Comune di Porto Empedocle”: a rischio decadenza il sindaco di Agrigento

Per Lillo Firetto, citato in giudizio dalla Corte dei Conti per un danno erariale da 911 mila euro che avrebbe posto le basi per il default dell’Ente guidato fino al 2014, chiesta l’interdizione dalla carica

AGRIGENTO – “Ha procurato un danno erariale che ha poi portato alla dichiarazione di dissesto del Comune“. E’ questa l’accusa contestata dalla Procura regionale della Corte dei Conti a Lillo Firetto, ex sindaco di Porto Empedocle e attuale primo cittadino di Agrigento, per il quale la magistratura contabile chiede l’interdizione dalla carica.

La vicenda, che potrebbe portare nell’arco di pochi mesi alla decadenza di Firetto, è legata all’utilizzo dell’allora sindaco empedoclino di una parte dei quasi 3,9 milioni di euro chiesti alla Cassa depositi e prestiti per liquidare i debiti del Comune. Secondo la relazione dei Revisori dei conti inviata ai magistrati contabili, però, 911 mila euro furono utilizzati per coprire la cosiddetta “spesa corrente”, ovvero per pagare gli stipendi e gli oneri previdenziali degli impiegati comunali.

Un’operazione che, a giudizio della Procura guidata da Gianluca Alba, ha posto le basi per il dissesto del Comune empedoclino dichiarato nell’ottobre del 2016, due anni dopo le dimissioni di Firetto.

Per questa ragione, la Corte dei Conti ha notificato all’ex sindaco una citazione per danno erariale, chiedendogli non solo la restituzione della quota del prestito illegittimamente speso, più una sanzione pari a dieci volte il suo stipendio, ma invocando anche  – come spiega Repubblica – “un provvedimento previsto da una legge del 2011 per gli amministratori che hanno contribuito a determinare il default di un ente: l’interdizione da tutte le cariche, figlia del fatto che Firetto – se la tesi della Procura sarà accolta – non avrebbe potuto candidarsi per dieci anni al ruolo di sindaco”.

Nelle deduzioni presentate ai magistrati contabili, Firetto si difende attribuendo la responsabilità al dirigente capo del settore finanziario, Salvatore Alesci, anche lui citato in giudizio. Il 28 febbraio la sezione giurisdizionale si esprimerà sulla richiesta della Procura.

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