Pubbliservizi, le gestioni cambiano, i consulenti restano. Anzi, crescono

La Partecipata della Città Metropolitana resta nell’occhio del ciclone dopo l’arresto dell’ex presidente Adolfo Messina

consulenti

CATANIA – Consulenze da migliaia di euro affidate a personale “esterno” senza chiarirne i motivi. E senza tenere conto delle necessità di un’azienda già affaticata, com’è certamente, non da oggi, la Pubbliservizi.

La Partecipata della Città Metropolitana resta nell’occhio del ciclone dopo l’arresto dell’ex presidente Adolfo Messina lo scorso lunedì. Messina si era dimesso dall’incarico nel dicembre 2016, forse subodorando l’inchiesta in arrivo. Oggi, dopo una complicata successione, è l’imprenditore Silvio Ontario ad amministrare l’azienda. Sotto il profilo delle nomine dei consulenti, però, non sembra essere cambiato granché.

Sul tavolo la nomina del dottor Marcello Gulisano, “esperto nelle strategie di rilancio delle aziende in crisi”, cui l’amministratore unico Ontario ha affidato lo scorso aprile “la predisposizione di un Piano di Rilancio finalizzato ad analizzare i processi organizzativi, la situazione finanziaria e l’individuazione di nuove strategie di sviluppo”. Il compenso concordato per l’incarico, in scadenza lo scorso 31 maggio, era di 4500 euro più IVA e contributi previdenziali. Una somma che aveva fatto discutere, mai quanto il rinnovo della consulenza di Gulisano, prorogata da giugno a dicembre 2017 per un importo totale di 24 mila euro.

Una somma importante, tanto più se erogata a fronte della “grave situazione finanziaria in cui versa la società”, messa nero su bianco da Ontario proprio nel conferire l’incarico a Gulisano. Una scelta rivendicata dall’amministratore, a fronte delle polemiche che proprio nelle scorse ore erano sorte su Gulisano“Chi attacca il mio consulente cardine (il cui lavoro già ha fatto risparmiare all’azienda centinaia di migliaia di euro e il cui contratto è stato condiviso, come per tutti i nuovi consulenti, con i dirigenti della Città metropolitana) lo fa perché tramite lui, profondo conoscitore della società, nonché creatore anni or sono della Vemacus, antesignana della Pubbliservizi, stiamo operando una radicale revisione dei superminimi, fattore non unico, ma certo consistente nello sfascio dei bilanci aziendali“.

Ovvero le retribuzioni concordate direttamente tra datore di lavoro e dipendente in sede di assunzione. Contratti che, secondo Ontario, in Pubbliservizi arrivavano a moltiplicare fino a cinque volte lo stipendio di base dei lavoratori. “Chi li percepisce e i relativi ‘protettori’ se ne facciano rapidamente una ragione – attacca l’amministratore unico – i superminimi saranno a brevissimo congelati, in sinergia coi sindacati. Sia chiaro che chi protegge i privilegi di alcuni lo fa a discapito della serenità e del futuro di circa 400 famiglie. Da parte nostra continueremo a svolgere il lavoro avviato per la Città metropolitana e per tutti i Comuni che la compongono”. Di tale progetto di razionalizzazione il Piano di Rilancio di Gulisano sarebbe parte fondamentale.

I PRECEDENTI – I dubbi però restano. Quello relativo a Gulisano sarebbe solo l’ultimo capitolo di una storia ricca di consulenze esterne “curiose”, che accomunano le varie fasi di gestione della partecipata. Anche quella di Adolfo Messina, che aveva affidato incarichi la cui lettura risulta ancora oggi interessante. Nell’ottobre del 2016, per esempio, l’allora Presidente del CdA affidava un’incarico professionale da 120 euro l’ora per un massimo di 120 ore – dunque per complessivi 7200 euro – al dottor Franco Bertolone, relativamente ad “analisi forense-cyber crime”.

Bertolone, come indicato nell’incarico, risulta titolare dell’agenzia di Investigazioni e Sicurezza “FBI”. Resta da capire come un investigatore privato potesse collaborare alle sorti della Partecipata, e cosa esattamente dovesse “relazionare, per iscritto, anche in forma sintetica, in ordine a ciascun adempimento posto in essere, avendo cura di rimettere tempestivamente alla Pubbliservizi S.p.A. copia di ogni atto prodotto”. L’atto porta la data del 25 ottobre 2016 e la firma di Adolfo Messina. Che di lì a pochi giorni avrebbe rimesso gli incarichi. Il resto è storia nota. 

NOMINE PUBBLISERVIZI

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