Pubbliservizi, l’ex presidente Messina ai domiciliari

Il Tribunale del Riesame di Catania accoglie il ricorso dei legali dell’ex numero uno della Partecipata arrestato per corruzione nell’inchiesta “Cerchio magico”

pubbliservizi

CATANIA – Arresti domiciliari per Adolfo Messina, l’ex presidente della Pubbliservizi arrestato il 3 luglio scorso dalla Guardia di Finanza con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Cerchio magico” della Procura di Catania.

Il Tribunale del Riesame di Catania, come riporta Livesicilia.it, ha accolto il ricorso presentato dai legali di Messina. Le motivazione del provvedimento saranno pubblicate entro 45 giorni.

Secondo gli inquirenti, l’ex presidente della Partecipata della Città metropolitana di Catania avrebbe promosso e orchestrato un “collaudato sistema corruttivo” insieme al consulente Alfio Trombetta, anch’egli finito in carcere.

A cooperare al sodalizio criminale sarebbero stati altre quattro persone, tutte poste ai domiciliari: Raffaello Giovanni Pedi, responsabile dell’area Manutenzione Edilizia della Partecipata, e gli imprenditori Rosario Simone Graziano Reitano e Santo Nicotra, amministratori delle ditte “Renergy di Reitano Rosario” (società di installazione di impianti elettrici) e “Light and Power srl” (società di commercio all’ingrosso di materiale elettrico) e Alfio Giuffrida, amministratore dell’impresa di costruzioni “Ma.Gi srl”.

Gli imprenditori, secondo l’accusa, avrebbero corrisposto ai promotori dell’organizzazione svariate utilità, in cambio dell’affidamento di appalti e di corsie preferenziali nel pagamento dei lavori, mediamente più celeri rispetto agli standard di Pubbliservizi. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni per oltre 200 mila euro, pari al profitto corruttivo.

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