Pubbliservizi, Ugl a Ontario: “Dov’è il piano di rilancio?”

Chiesto l’intervento della socio unico e del Prefetto. Tra una settimana l’assemblea dei soci in cui si dovrebbe procedere alla ricapitalizzazione della Partecipata  

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CATANIA – “La fatidica data del 5 settembre, indicata dall’amministratore di Pubbliservizi Silvio Ontario, come quella in cui, durante l’assemblea dei soci, chiederà la ricapitalizzazione della società è ormai in dirittura d’arrivo. Ma il piano di rilancio dov’è?”.

E’ l’interrogativo posto dal segretario generale territoriale della Ugl etnea, Giovanni Musumeci, ed il segretario provinciale della federazione Ugl igiene ambientale Santo Gangemi che, oggi, hanno scritto una nota alla Città metropolitana di Catania per chiedere un incontro urgente “in considerazione della grave crisi in cui versa allo stato attuale la Partecipata ed in relazione all’approssimativa gestione aziendale”.

“Riteniamo – sottolineano i due sindacalisti – più che corretta la strada che porta all’impinguamento di capitale per il salvataggio della società, ma non comprendiamo come questa si possa percorrere in assenza di un vero e proprio Piano. Un atto che invochiamo da troppo tempo e che a seguito della riforma Madia è obbligatorio in caso di crisi aziendali, oltre ad essere indispensabile oggetto di concertazione preventiva con le sigle sindacali”.

Per la redazione del Piano, ad aprile l’amministratore unico Silvio Ontario ha nominato il dottor Marcello Gulisano, “esperto nelle strategie di rilancio delle aziende in crisi”. L’incarico, in scadenza al prossimo 31 dicembre, prevede un compenso di 4500 euro al mese.  Il Piano è finalizzato “ad analizzare i processi organizzativi, la situazione finanziaria e l’individuazione di nuove strategie di sviluppo” della Pubbliservizi da tempo alle prese con una grave crisi di liquidità.

“Non vorremmo che si arrivi all’ultimo momento, per ridurre una fase così importante ad una semplice presa d’atto”, aggiungono Musumeci e Gangemi sottolineando che “la legge non è un optional, ma forse per l’amministratore di Pubbliservizi sì, visto che anche la più basilare trasparenza è negata”. “Due mesi fa, infatti – ricordano – avevamo chiesto di avere alcuni documenti proprio in funzione di questa necessaria fase di confronto sul rilancio della struttura, ma non abbiamo avuto nessuna risposta, nonostante la proprietà ne avesse sollecitato il riscontro. A questo punto non sappiamo se realmente queste carte esistono o se volontariamente non ci vengono fornite. Continuiamo, dunque, a denunciare l’omissione di passaggi fondamentali previsti dalle normative vigenti e siamo sempre più preoccupati per questo clima di silenzio misto ad incapacità gestionale che sta condizionando la vita della partecipata”.

L’Ugl ha pertanto chiesto “l’intervento urgente della stessa Città metropolitana, attraverso la richiesta di un incontro, ma anche di sua eccellenza il Prefetto, perché voglia valutare l’opportunità di istituire e coordinare un tavolo permanente di lavoro per la soluzione di una crisi che ormai tutti gli indicatori ora danno per irreversibile”.

I sindacalisti, infine, manifestano preoccupazione temendo che “il permanere di questa stuazione possa diventare terreno fertile per la politica d’opportunità, in vista dell’immimente campagna elettorale regionale”. “Anche in questo senso invochiamo una pronta reazione delle istituzioni, perché il destino di 400 lavoratori possa essere demandato ai più alti livelli istituzionali e non agli artisti dell’improvvisazione”, concludono Musumeci e Gangemi.

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