Lombardo, assolto dall’accusa di concorso esterno. Condanna a due anni per voto di scambio

Arriva la sentenza della Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Catania

 

CATANIA – Assolto da concorso esterno, condannato a due anni – pena sospesa – per voto di scambio con l’aggravante mafiosa esclusa solo nel metodo. È la sentenza emessa dalla Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Catania presieduta da Tiziana Carruba per l’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.

L’aula gremita, a mancare solo lui. Lo aveva preannunciato sin da stamattina: qualsiasi sarebbe stata la sentenza, Raffaele Lombardo avrebbe lasciato a bocca asciutta i giornalisti. L’ex governatore, sempre presente alle udienze, non ha assistito alla lettura del dispositivo.

“Il fatto che il presidente Lombardo sia stato assolto con una formula ampiamente liberatoria mi pare di grandissimo rilievo”, ha commentato a caldo l’avvocato Salvo Pace.

Una sentenza aspettata come l’annunciazione: tre ore di attesa in cui l’aria, da densa e pesante come un macigno, ha lasciato spazio a qualche risata, forse isterica. D’altronde, c’erano proprio tutti a partire dalle ore 17. Procuratori, stampa, esponenti politici, vecchi amici di Lombardo, forze dell’ordine e stanchezza. Tanta. Tutti a condividere l’anticamera di una sentenza rivelatrice per l’ultimo decennio della politica siciliana.

L’accusa principale era appunto concorso esterno in associazione mafiosa ma “il fatto non sussiste”. Un reato per cui i Pg Agata Santonocito e Sabrina Gambino avevano chiesto la condanna a 7 anni e 8 mesi di carcere. Cioè, un anno in più della sentenza di primo grado emessa il 19 febbraio 2014 col rito abbreviato dal Gup Marina Rizza.

Secondo i legali difensori, questo processo si basava su “una serie di chiacchiere che non trovano riscontro negli atti”. Nata da un filone dell’inchiesta “Iblis” dei Carabinieri del Ros di Catania, la vicenda giudiziaria di Lombardo si è conclusa con la sola condanna per voto di scambio, 1.400 euro di multa, l’interdizione dai pubblici uffici per 2 anni e la sospensione dal voto e dall’eleggibilità per sette anni. Un colpo di scena a cui potrebbe seguire anche il ricorso per il voto di scambio.

Tra i suoi principali accusatori c’era Rosario Di Dio, ex sindaco di Castel di Iudica e boss del Calatino. Secondo l’avvocato di Lombardo Alessandro Benedetti, “le menzogne di Di Dio sono state evidenziate dai Ros. Dai tabulati di Angelo Santapaola, si evince infatti che la ricostruzione di Di Dio è assolutamente falsa”.

È lo stesso avvocato a raccontare la reazione dell’ex leader autonomista alla stampa. “Era frastornato perché non capiva a cosa si riferisse la condanna. Sono stati anni molto difficili, per noi è fondamentale che si evidenzi come Lombardo con la mafia non c’entra niente”.

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