Rebibbia, Dell’Utri ricoverato. Il Garante: “Tutelare la sua salute”

La delegazione del Garante ha incontrato l’ex senatore, da tempo malato

Dell'Utri

ROMA – Sono “particolarmente critiche” le condizioni di salute di Marcello Dell’Utri, ricoverato presso l’infermiera del Carcere di Rebibbia. Lo ha rivelato pochi minuti fa il Garante nazionale per i detenuti, che nel corso di una visita presso la casa circondariale del Lazio ha avuto modo di verificare le condizioni di molti carcerati e tra questi l’ex senatore di Forza Italia e del Popolo della Libertà. A quanto si apprende la delegazione del Garante “tra i detenuti ricoverati ha incontrato anche Marcello Dell’Utri, da tempo ospite della sezione, e ha avuto modo di approfondire le informazioni sul suo attuale stato di salute”.

Che sarebbe molto grave, tanto da motivare “seria preoccupazione” e l’auspicio che “ogni decisione in merito al suo caso, da parte della Magistratura di sorveglianza non vada al di là di tempi ragionevoli, al fine di tutelare, qualunque sia la forma che verrà decisa, la sua salute, che referti medici riportano come particolarmente critica”. L’ex fedelissimo di Silvio Berlusconi, settantacinque anni, sta scontando una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, e già in passato aveva accusato problemi di salute. “Condizioni evidenziate in atti documentali”, ha sottolineato il garante.

Nel 2016 Dell’Utri era stato trasferito dal carcere di Parma a Rebibbia e successivamente ricoverato d’urgenza in terapia intensiva presso l’Ospedale Pertini di Roma, per problemi cardiaci. Le delicate condizioni fisiche avevano già spinto gli avvocati dell’ex senatore a chiedere al Tribunale di Sorveglianza il suo trasferimento ai domiciliari. I problemi di salute si sarebbero manifestati già al momento dell’arresto, avvenuto nel 2014 dopo un periodo di latitanza a Beirut, in Libano. Ma è probabile che già da qualche anno Dell’Utri soffrisse di una patologia cardiaca. Oggi l’allarme del Garante, che invita ci di dovere a fare presto per tutelare nel migliore dei modi la salute del detenuto.  

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