Regionali, Musumeci si candida e (non) unisce il centrodestra

Le faide intestine dello schieramento, lancinato da personalismi e ambizioni, minacciano di nuovo i sogni dell’ex Presidente dell’Antimafia regionale

Antimafia

PALERMO – Che Nello Musumeci fosse candidato alle prossime Regionali non è in realtà una gran notizia. L’ex Presidente della Provincia di Catania ed ex capo dell’Antimafia siciliana – dimessosi dall’incarico proprio per correre alla conquista di Palazzo d’Orleans – coltiva il sogno presidenziale sin dai giorni successivi alla sconfitta del 2012, quando a superarlo nelle urne era stato Rosario Crocetta.

Una sconfitta pesante, quella di Musumeci. Dovuta a più fattori, non ultima la divisione del centrodestra regionale e in particolare il bastone tra le ruote chiamato Gianfranco Micciché.

E’ fatale che cinque anni dopo, presentando la propria (auto)candidatura, Musumeci sia alle prese con il medesimo problema e con la medesima persona. Il leader di Diventerà Bellissima, che ieri pomeriggio a Palermo ha lanciato ufficialmente la corsa alle Regionali, deve fare i conti con l’ostracismo proprio di Micciché e della parte di Forza Italia ancora fedele al Viceré di Berlusconi in Sicilia.

Sì, perché l’altra parte è invece a fianco di Musumeci: “Miccichè in questi mesi è stato titubante, prima le primarie, poi no – ha detto l’ex coordinatore regionale azzurro Vincenzo Gibiino – Dice di avere un candidato suo per risollevare la sorti della Sicilia, ma poi dice di non averlo. Non possiamo perdere tempo, la Sicilia va salvata subito”.

A completare la coalizione in sostegno di Musumeci, secondo le ricostruzioni di ieri, anche il Movimento Nazionale Autonomista ma sopratutto Noi con Salvini, versione nazionalista della Lega, fresca di visita di Salvini a Catania, Acicastello e Messina.

Peccato che il sostegno sia tutt’altro che ufficiale, come spiega ai microfoni di Tribù il Segretario del partito Angelo Attaguile: “La situazione è la stessa di qualche giorno fa, quando ho annunciato la mia disponibilità a ritirarmi dalla corsa qualora Musumeci fosse riuscito a riunire il centrodestra – precisa l’onorevole – Al momento questo accordo non c’è, e quindi attendiamo che si formalizzi. In caso contrario siamo pronti a tornare sulla mia candidatura”.

Nulla di fatto, dunque, al netto di quanto trapelato ieri sugli organi di stampa. Se da una parte lo smarcamento di parti importanti di Forza Italia sa tanto di ammutinamento nei confronti di Micciché – contattato a più riprese dalla nostra redazione, senza risultati – dall’altra la sospirata “unità” del centrodestra (squisito il gioco di parole) sembra ben lungi dal realizzarsi.

Le faide intestine dello schieramento, lancinato da personalismi e ambizioni diverse, sembrano minacciare ancora i sogni di gloria di Nello Musumeci. Come cinque anni fa, quando dalla delusione della sconfitta nacque Diventerà Bellissima. Un partito proiettato sin dal nome in un futuro che tarda ad arrivare.

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