Regionali, sondaggio shock: non voterebbe il 55% dei siciliani

Indagine Demopolis a 4 mesi dal voto: fiducia nei partiti al 4%, mentre l’85% boccia Crocetta sui temi dello sviluppo e del lavoro

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CATANIA – Astensione record e una sonora bocciatura per il Governo regionale di Crocetta sui temi dell’occupazione e dello sviluppo. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Istituto Demopolis a 4 mesi dalle Regionali del 5 novembre per l’elezione del nuovo presidente della Regione ed il rinnovo dell’Ars. Il rilevamento è stato effettuato dall’1 al 4 luglio 2017, su un campione stratificato di 1.000 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Sicilia.

Il dato che più colpisce è quello relativo all’astensione. Se si votasse oggi per le elezioni Regionali, oltre 2 milioni e mezzo di cittadini resterebbero a casa. Su 4 milioni e 600 mila elettori, si recherebbero alle urne circa 2 milioni di siciliani, molto meno della metà degli aventi diritto. “Si avverte – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – una chiara compromissione della fiducia dei cittadini nei partiti e nelle istituzioni regionali. Una larga maggioranza dei siciliani appare convinta che la politica, anche per assenza o cattiva gestione delle risorse, non sia più in grado, oggi, di incidere sulla vita reale delle famiglie e sulle prospettive delle nuove generazioni”.

La fiducia nei partiti, come emerge dal trend del Barometro Politico Demopolis, raggiunge il suo minimo storico e crolla al 4%: 16 punti in meno rispetto a 10 anni fa.

È una regione, la Sicilia, che paga, in modo rilevante, gli effetti della crisi degli ultimi anni: il 53% di chi vive nell’Isola ritiene peggiorata, rispetto a 5 anni fa, la situazione economica della propria famiglia, che rimane invece più o meno uguale per il 42% dei cittadini intervistati da Demopolis.

“Le percezioni dell’opinione pubblica siciliana – precisa Vento – coincidono pienamente con la realtà, con i dati economici, attenuati solo in parte da una solidarietà intergenerazionale che si conferma molto più forte rispetto ad altre aree del Paese”.

Durissimo è il giudizio dei siciliani sulle mancate politiche per la crescita e per il lavoro da parte della Regione. L’85% dei cittadini valuta negativamente le Politiche per lo sviluppo e l’occupazione attuate in Sicilia negli ultimi anni dal governo regionale.

“Il riflesso sui partiti e sulle istituzioni politiche regionali – aggiunge il direttore dell’Istituto Demopolis – è evidente e si riflette in una grave disaffezione al voto: in assenza di nuovi segnali di fiducia, l’area dell’astensione rischia, il 5 novembre, di andare oltre qualunque quota fisiologica”.

Con l’eccezione del Movimento 5 Stelle, che domenica prossima dovrebbe lanciare la candidatura di Giancarlo Cancelleri, degli Autonomisti e del Movimento #DiventeràBellissima di Nello Musumeci, le altre forze politiche sembrano faticare nell’identificazione del proprio candidato: la scelta, dopo la rinuncia del presidente del Senato Piero Grasso, appare particolarmente difficile per il PD su cui pesa, in modo più rilevante, l’eredità del governo Crocetta.

“In base alla proiezione odierna – spiega il direttore di Demopolis – con un’astensione al 55%, considerate le schede bianche e nulle, si avrebbero oggi alle Regionali appena 1 milione e 900 mila voti validi. In uno scenario con tre o quattro competitor, il prossimo Presidente della Regione potrebbe essere eletto con 600/700 mila voti: di fatto gli aventi diritto al voto di una sola provincia come Messina, poco più della metà degli elettori chiamati alle urne in provincia di Palermo. A quattro mesi dal voto del 5 novembre – conclude Pietro Vento – la partita per Palazzo d’Orleans è appena cominciata…”.

 

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