Regionali Sicilia, quel sondaggio top secret che inguaia i Dem

M5S “guadagna” il 20% mentre il PD crolla con tutta la coalizione

PALERMO – Per sentire odore di primavera occorrerà aspettare marzo e vedere le rondini tornare. Per sentire odore di elezioni in Sicilia – e veder tornare gli stormi di politici desiderosi di rifarsi il nido – basta gettare un occhio al calendario e ricordare come ad ottobre scadano i cinque anni del mandato di Rosario Crocetta alla Presidenza della Regione.

Il presidente uscente ha dichiarato che correrà per la riconferma: un fulmine nel cielo mai sereno del centrosinistra isolano a trazione Pd. Ma quanto valgono in termini percentuali l’ipotesi Crocetta e gli altri schieramenti in campo per le regionali?

IL SONDAGGIO TOP SECRET – A suggerire un quadro possibile è una rilevazione riservata, circolata poche ore fa in ambienti del centrodestra siciliano (e italiano): secondo il sondaggio, ad essere saldamente in testa nonostante i molti “scandali” sul piano locale e nazionale sarebbe il Movimento Cinque Stelle, con il 38% dei voti. I cittadini non considererebbero insomma “sciupata” l’ipotesi Giancarlo Cancelleri alla Regione: l’ex candidato governatore sarebbe il cavallo rampante e sicuro su cui i pentastellati vorrebbero scommettere.

 

Se il Movimento Cinque Stelle ride, il centrodestra siciliano non piange. Benché commissionata ad un istituto “amico”, infatti, la rilevazione conferma i moderati ad un passo dai grillini, al 34% con appena quattro punti di scarto. Una distanza minima e ampiamente recuperabile, anche solo con il ritorno in coalizione del Nuovo Centro Destra, che viaggia al 4%.

Piccola fetta attualmente nelle casse magre del centrosinistra. Il Partito Democratico – ufficialmente artefice dell’ultima legislatura e di metà di quella precedente, quando sostenne lombardo evitandone la decadenza – toccherebbe appena l’8% dei consensi in cabina elettorale. Un semplice calcolo matematico ci dice dunque che PD e Ncd valgono insieme il 12%, al netto di un’eventuale alleanza con Sicilia Futura che guadagnerebbe alla coalizione un ulteriore 4% di voti.

Il tutto senza tenere conto della ricandidatura di Crocetta che mobiliterebbe da solo il 6%. Un ipotetico blocco di centrosinistra, tutti dentro, varrebbe insomma appena il 22%.

TUTTO IN DIVENIREPunti fermi, al momento, soltanto la difficoltà di costruire una coalizione unitaria di centro sinistra e l’alto numero di indecisi che peseranno come macigni oscillando tra il ritorno a destra e il voto di protesta incarnato dai grillini.

La si vedrà in campagna elettorale: specialmente quando i giochi saranno fatti ed i partiti si sbilanceranno finalmente ad indicare i nomi dei candidati. Tra costoro ormai da molti mesi figura Nello Musumeci, l’unico al momento ad aver annunciato di correre alle primarie di centro destra. Al suo fianco ci sarebbe solo Angelo Attaguile, mentre Salvo Pogliese, Renato Schifani e Stefania Prestigiacomo starebbero ancora valutando la loro discesa in campo.

Questo il sentiment degli elettori siciliani fino a questo momento: avanti il M5S, alle costole il centrodestra, in pezzi il centrosinistra che anche riunendo le sue anime più disparate non arriverebbe nemmeno a sfiorare gli avversari.

Si va quindi verso la finale a due con conseguente corsa all’ultimo voto. Ma nelle segreterie c’è già chi si sbilancia: “Puntiamo al 40%…”

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  • Grazie al sindaco Bianco ed alla sua grande attività di amministratore della città di Catania, la sinistra sarà relegata, per i prossimi 20 anni, a stare all’opposizione politica in qualsiasi tipo di amministrazione. Si ringrazia anche Crocetta, per analogia, a livello regionale.
    Peccato, hanno perso una grande ed unica occasione……..

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