Regione: Crocetta perde pezzi, il centrodestra resta spaccato

Lasciano la Giunta gli assessori Centristi e di Ap. Miccichè a Musumeci: “No a ultimatum, se vuoi candidati. Io lavoro per un nome unitario”

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CATANIA – I Centristi per la Sicilia e Alternativa popolare escono dal governo della Regione. Miccichè risponde piccato a Musumeci. Archiviate le Amministrative dell’11 giugno, la politica siciliane torna a fibrillare: da una parte la crisi della Giunta Crocetta ; dall’altra quella della coalizione, o presunta tale, del centrodestra.

Nelle prossime ore sono attese le dimissioni di Giovanni Pistorio e Carmencita Mangano, i due assessori dei Centristi di Giampiero D’Alia, e di Carlo Vermiglio, unico rappresentante alfaniano in Giunta.

La decisione dei Centristi è stata presa ieri sera durante la direzione regionale riunita a Catania. La scelta scaturisce dal durissimo scontro tra Crocetta e Pistorio, nato dopo la divulgazione di alcune intercettazioni dell’assessore alle Infrastrutture nell’ambito dell’inchiesta “Mare Monstrum” che ha travolto le elezioni comunali di Trapani e fatto finire sotto inchiesta anche lo stesso presidente della Regione Siciliana.

“Riteniamo chiusa – afferma Marco Forzese, capogruppo di Centristi per la Sicilia all’Ars – questa esperienza politica e non guardiamo alle orchestrazioni di questi giorni. Si apre una fase nuova per il nostro partito che guarda alla sfida delle prossime regionali. Lo spazio politico del Centro e dei Moderati deve essere riconquistato nell’ottica di creare una forte alleanza di centrosinistra col Pd per vincere le elezioni siciliane con un programma e con un candidato presidente spendibile e concreto”.

“Poiché riteniamo che Crocetta non ci potrà guidare alle prossime elezioni regionali, è corretto non stare in un governo presieduto da chi non sarà il nostro candidato a presidente della Regione. Penso che questa sia una scelta chiara, lineare, senza polemiche”, ha affermato D’Alia. “Mi auguro – ha aggiunto – che anche gli alleati facciano lo stesso tipo di riflessione se ritengono che bisogna già da subito lavorare a una nuova rispettiva per le prossime regionali”.

“Non è colpa mia, Pistorio era incompatibile con me ma non era una questione politica”, commenta il governatore Crocetta aggiungendo che “adesso attendo una comunicazione formale e incontrerò sia D’Alia sia il segretario dei dem Fausto Raciti”.

Di stamattina, invece, la decisione di Alternativa popolare di uscire dal governo Crocetta. Ad annunciarla all’Ansa è il coordinatore regionale del partito, Giuseppe Castiglione, il quale precisa che ufficializzerà domani la decisione, a cui faranno seguito le dimissione dell’assessore tecnico in giunta, Carlo Vermiglio, con delega ai Beni culturali. “Il nostro ingresso al governo della Regione Siciliana – spiega Castiglione  – è avvenuto da poco e puntava a realizzare una stagione di riforme per l’Isola, che non si è mai aperta”.

Sull’altro versante, si assiste al nuovo botta e risposta tra Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè, dopo l’appello rivolto a Fi e Cantiere popolare dal leader di #diventeràbellissima sulla scelta del candidato del centrodestra per la presidenza della Regione.

“Basta perdere tempo. Il nome del super candidato, se esiste, venga fatto nel giro di pochi giorni. In caso contrario, dicano apertamente quali sono i motivi che ostacolano la mia candidatura”, ha detto ieri Musumeci in conferenza stampa. “Temo che si stia lavorando a perdere, forse perchè c’è qualcuno che si è rassegnato alla sconfitta senza neanche combattere”, ha aggiunto lanciando una stoccata a Forza Italia che “non può pensare di dettare l’agenda politica” o “di ricostruire il tavolo della coalizione dopo averlo rotto”.

Parole che non sono piaciute al commissario regionale di Forza Italia che ha risposto a muso duro: “Non detto l’agenda politica di Nello Musumeci, né intendo farmela dettare dai suoi ultimatum. Gli ultimatum servono esclusivamente a creare pressione  se Musumeci vuole candidarsi non ha certo bisogno del mio permesso. Io non cerco ‘supernomi’, ma continuo a lavorare affinché il centrodestra possa esprimere una candidatura unitaria e vincente. A tale scopo ho iniziato gli incontri con le altre forze del centrodestra aperte al dialogo”.

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