Renzi in Sicilia dopo la batosta: “Indietro sulle infrastrutture ma il futuro è straordinario”

Il segretario dem è tornato per la prima volta sull’isola dopo la debacle del Partito Democratico e del centrosinistra alle elezioni regionali 

RENZI

CATANIA – Si è concluso oggi pomeriggio con la tappa a Scordia, nel catanese, la due giorni siciliana del segretario del PD Matteo Renzi. L’ex premier era sbarcato ieri a Messina per la conclusione ideale del tour del treno PD.

Renzi ha toccato tutte le province siciliane, tornando per la prima volta sull’isola dopo la debacle del Partito Democratico e del centrosinistra alle elezioni regionali dello scorso 5 novembre. Nel corso degli incontri, tuttavia, il segretario dem non ha approfondito questioni politiche concentrandosi sopratutto sui temi del gap infrastrutturale e della necessità di rilancio dell’occupazione e dell’imprese in Sicilia.

“Il problema vero è che l’infrastrutturazione della Sicilia è ancora troppo indietro rispetto alle possibilità che dovrebbe avere questa terra – ha detto Renzi ai cronisti a margine di un incontro nella sede dell’Oranfrizer di Scordia – Noi abbiamo messo un sacco di soldi, ma tanti tanti tanti. Soltanto che i cittadini non li vedono ancora perché i cantieri sono in ritardo, siamo indietro con le procedure e la burocrazia è quello che è. Tuttavia penso che la Sicilia abbia un futuro straordinario, con forza di volontà e impegno i risultati arrivano”.

Un problema antico, quello delle lungaggini burocratiche che zavorrano il tessuto produttivo dentro e fuori la Regione. Il segretario PD si è detto ottimista sulla possibilità di snellire in futuro i processi decisionali. “Volge al termine un viaggio bellissimo – in oltre 100 province – che in questi giorni ha toccato la Sicilia – ha detto su Facebookal termine della visita – Difficile sintetizzare le emozioni dell’incontro con gli educatori dello Zen o i ragazzi di Addio Pizzo, con le donne strappate alla tratta a Gaggi o con i ragazzi disabili che si sono inventati un super ristorante a San Cataldo. Per non dire della visita col ministro Orlando all’ufficio di Rosario Livatino, magistrato martire e testimone”.

“Dal basket femminile alle arance, dal vino di Marsala fino alle scuole, dal turismo sostenibile al gas, abbiamo ascoltato decine di storie – continua Renzi – incontrato migliaia di persone. E la bellezza della politica fatta in mezzo alla gente emerge in tutta la sua forza. Ora che la campagna di ascolto si avvia a conclusione sarà bellissimo rilanciare con idee e progetti per una campagna elettorale seria e concreta. Non sugli scontri e sul posizionamento tattico ma sulle risposte da dare all’Italia e agli italiani – conclude l’ex premier – Lo faremo con forza, entusiasmo e determinazione”.

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