Renzi lancia Micari: “Sarà presidente, possiamo farcela”

Ma sul valore nazionale del voto l’ex premier frena: “Le elezioni siciliane non sono uno stress test per le Politiche”

TAORMINA – Il crono-programma è tragicamente saltato, ma i convenuti alla presentazione del libro di Matteo Renzi qui a Taormina – città del “successo italiano del G7” – non sembrano preoccupati. Peggio per chi attende l’ex premier a Catania e a Siracusa, dove si rischia di fare le ore piccole. Per ascoltare Matteo raccontare le sue fatiche letterarie, però, ne vale la pena. Anche perché in realtà ad essere presentato è il candidato alla presidenza della Regione Fabrizio Micari, osservato speciale di questo mini-tour siciliano dell’ex premier.

A dispetto di chi suggeriva una certa insofferenza verso le elezioni siciliane, sin dalle prime parole il Segretario PD ha acceso gli entusiasmi: “Vi presento Fabrizio Micari, il prossimo presidente della Regione Siciliana!”, ha esclamato Renzi tenendo per mano il Rettore dell’Università di Palermo. Uno spot quanto mai necessario, specialmente da questa parte dell’isola, dove l’accademico non può dirsi molto conosciuto. Ci pensa Matteo a fargli un po’ di pubblicità: “Siamo noi la vera novità di queste elezioni – ha detto l’ex premier lanciando il candidato – qui c’è una persona di cui potersi fidare, qualcuno che ha cultura e capacità tecniche e amministrative. Siamo sicuri che dall’altra parte ci siano le stesse caratteristiche? Abbiamo il dovere di raccontare ai siciliani che non è così”. 

Parole nette quelle dell’ex premier, che cita anche il governatore uscente Rosario Crocetta, non presente in sala:Dobbiamo dire grazie al presidente Crocetta per la generosità con cui ha voluto favorire il nuovo percorso intrapreso dal PD sull’isola“. Percorso che, secondo Renzi, non può non essere incarnato da Fabrizio Micari. Il Segretario del PD non nasconde di avere incontrato il Rettore soltanto una volta, all’inaugurazione dell’anno accademico 2016 a Palermo. Non il suo candidato, ammette, ma il frutto di una mediazione civica affidata anche (soprattutto) sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Abbiamo deciso di affidarci a persone competenti che che hanno un progetto, siamo noi la vera novità. C’è chi si è candidato quattro volte chi due volte, della serie ritenta sarai più fortunato“.

Un riferimento non troppo velato agli avversari del Rettore, Nello Musumeci, Claudio Fava e Giancarlo Cancelleri, rispettivamente alla terza e alla seconda candidatura a Palazzo d’Orleans. A tutti e tre l’ex premier rivolge parole di fuoco: “C’è chi vuole riproporre schemi del passato mettendo dentro di tutto, c’è chi vorrebbe portare l’improvvisazione al potere. Noi abbiamo il dovere di dire di no. Abbiamo la squadra giusta per guardare al futuro della Sicilia”. Entusiasmo, dunque, e voglia di riaprire una sfida, quella delle Regionali siciliane, alla quale il PD sembrava aver rinunciato troppo presto. 

Niente di più sbagliato, arringa il Segretario: “Siamo nelle condizioni di giocarcela, abbiamo energie e competenze straordinarie da mettere in campo e i siciliani sapranno riconoscerlo”. Sicilia prova generale per le elezioni del 2018? Renzi non la pensa così: “Faremmo del male ai siciliani se pensassimo questo. Le elezioni regionali non sono uno stress test per le nazionali, il voto in quest’isola non può essere ridotto a un sondaggio di ciò che avverrà nel 2018. Dobbiamo restituire a queste elezioni il loro valore reale, quello di una scelta importante per la guida della Regione”. Le stesse parole pronunciate in occasione delle Amministrative, che per i democratici furono tutt’altro che positive.

Ma oggi il buon umore la fa da padrone. C’è tempo di snocciolare i dati sull’occupazione, precisando come la ripresa non si sufficiente, specialmente al Sud. Di rivendicare i risultati del “Governo dei mille giorni”, ricordando come molto ci sia ancora da fare. C’è anche il tempo di fare un accenno al libro, la cosa più imprevista della presentazione. Chi ascolta parlare il premier quasi si lascia convincere che la partita del 5 novembre è ancora aperta. Persino Micari. 

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