Aci Catena, revocati domiciliari ad ex sindaco Maesano

E’ quanto ha stabilito la Seconda Sezione Penale del Tribunale di Catania, presieduta dal giudice Antonino Fallone, accogliendo le richieste dei difensori di Maesano che avevano chiesto la revoca della misura 

Maesano

ACI CATENA (CATANIA) – Revocati gli arresti domiciliari all’ex sindaco di Aci Catena Ascenzio Maesano. E’ quanto ha stabilito la Seconda Sezione Penale del Tribunale di Catania, presieduta dal giudice Antonino Fallone, accogliendo le richieste dei difensori di Maesano, gli avvocati Enzo Mellia e Giuseppe Marletta, che avevano chiesto la revoca della misura per il venir meno delle esigenze cautelari.

Il primo cittadino catenoto era stato arrestato nell’ottobre del 2016 nell’ambito dell’inchiesta “Halley consulting”, che portò alla luce una serie di episodi di corruzione relativi al rinnovo del contratto di fornitura al Comune di Aci Catena del servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software ed hardware e sull’aggiudicazione del progetto “Home Care”, finanziato dall’Unione Europea per 250.000 euro alla società “Halley Consulting S.p.A”.

Proprio per favorire questo rinnovo, il direttore generale della società, l’imprenditore Giovanni Cerami, anch’egli arrestato, avrebbe consegnato una tangente da quindicimila euro al consigliere comunale Orazio Barbagallo. Quest’ultimo poi avrebbe provveduto a spartirla in parti uguali con Maesano. Per il quale oggi è arrivata la revoca dei domiciliari, disposta dal giudice anche per Barbagallo. Il processo a carico di Cerami si svolgerà invece a marzo 2018.

Maesano e Barbagallo hanno scelto di essere giudicati in rito abbreviato. Nella sentenza di primo grado emessa nel luglio scorso dal Gup Giuliana Sammartino, l’ex primo cittadino e l’ex consigliere comunale sono stati condannati a quattro anni di reclusione. I due sono stati anche interdetti dai pubblici uffici e condannati al risarcimento del danno patrimoniale e non in favore del Comune di Aci Catena, che si è costituito parte civile, e a rifondere le spese processuali da esso sostenute.

In seguito alla vicenda ol sindaco era decaduto portando allo scioglimento anticipato della legislatura e a nuove elezioni. l PM Tiziana Laudani, nella requisitoria di lunedì scorso, aveva chiesto cinque anni e 4 mesi di reclusione per l’ex sindaco e cinque anni e due mesi per Barbagallo.

 

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