Ribera, blitz contro il caporalato: un operaio forestale finisce ai domiciliari

I carabinieri hanno scoperto 10 lavoratori stranieri irregolari impiegati nella raccolta delle arance. Sei persone denunciate. Elevate sanzioni per 40 mila euro

AGRIGENTO – Vasta operazione anti-caporalato nell’agrigentino. Alle prime luci dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale, con la collaborazione dei militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno condotto un blitz nelle campagne di Ribera, in questo particolare periodo dell’anno caratterizzato dalla intensa raccolta delle arance.

Dopo una preliminare attività informativa svolta da militari dell’Arma in borghese, è scattato il blitz con l’impiego di circa trenta carabinieri della Compagnia di Sciacca e della Tenenza di Ribera, che hanno setacciato alcuni fondi agricoli in contrada Castellana, dove risultava esservi una possibile situazione di sfruttamento nei confronti di vari braccianti agricoli provenienti dall’est Europa e dal Maghreb.

E i sospetti si sono rivelati fondati. Infatti i militari dell’Arma hanno sorpreso ed arrestato in flagranza di reato il presunto “caporale”, un 58 enne operaio forestale, originario di Ribera e denunciato a piede libero altre sei persone, tra cui il titolare di un’azienda agricola. I militari nell’immediatezza hanno accertato che si sono resi responsabili del reato di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”.

Complessivamente sono stati individuati 10 lavoratori in “nero”, tutti stranieri, impiegati illecitamente nella raccolta delle arance. Sotto il profilo amministrativo, sono state elevate sanzioni per un ammontare pari a 40.000 euro. L’arrestato, su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, è stato posto ai domiciliari.

 

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