Riceve 1589 sms minatori dal suo stalker: dopo i pedinamenti, non si fermano le molestie

È ancora possibile che tutto questo accada?

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CALTANISSETTA – Aveva perso la testa per lei. Anche se raccontare un “amore malato”, in questi termini, sembra sminuire l’incubo vissuto dalla vittima. Pedinamenti, offese, violazioni del divieto di avvicinarsi alla donna. Così, la vittima è scivolata lentamente in uno stato “grave e perdurante di ansia e paura” scrivono gli inquirenti.

Talmente grave da non voler uscire più di casa e da dover ricorrere a cure mediche. È ancora possibile che tutto questo accada? Casi simili non palesano il totale disastro della nostra cultura, dell’emancipazione, dei diritti fondamentali? Lo abbiamo raccontato diverse volte. È così che ci si sente quando le attenzioni diventano maniacali: impotenti, inermi, sole. Ce l’hanno raccontato Giorgia e Katia.

In poco più di un anno le ha inviato 1589 sms dal contenuto offensivo e minaccioso. Praticamente, circa 5 messaggi al giorno di offese e pressioni per un intero anno. Nonostante le diffide e i divieti dell’autorità giudiziaria e di polizia. La pedinava e aveva violato più volte il divieto di avvicinarsi.

Immaginare di convivere con uno stato di ansia simile, con il timore di finire sulle pagine dei giornali da un momento all’altro, è inaccettabile.

I poliziotti di Caltanissetta su disposizione del Gip del Tribunale hanno arrestato il 49enne. Ma il problema resta culturale.

“La paura di una donna non va mai sottovalutata. Nessuno, meglio della vittima, conosce il suo persecutore”. È la frase con cui Teresa Manente, avvocato dei centri antiviolenza “Differenza donna”, commentò la morte di Giordana Di Stefano, accoltellata a vent’anni dal padre di sua figlia.

“Le leggi ci sono, sia quella sullo stalking del 2009, sia quella sul femminicidio del 2013 – disse nella sua intervista a La Repubblica – E sarebbero anche efficaci. Di certo oggi la magistratura e le forze dell’ordine hanno strumenti in più per fermare i persecutori e potenziali assassini: il problema è che non vengono applicate fino in fondo, troppo poche le custodie cautelari, troppo liberi i molestatori, troppo sole, ancora, le donne che denunciano”.

Si può dire, allora, che la legge sullo stalking e quella sul femminicidio stiano funzionando? Si può dire che la nostra mentalità stia cambiando?

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