Riforma dei porti, Crocetta contro Delrio: “Impugno il piano del ministro”

Il governatore siciliano non ha firmato la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale di Catania

62 milioni

CATANIA – “Il Piano fatto dal ministro Delrio non ha né testa né coda. Tra l’altro non capisco, se la legge stabiliva che la sede fosse ad Augusta, ha cambiato la legge?”. E’ perentorio Rosario Crocetta. Il presidente della Regione siciliana passa al contrattacco e respinge l’accusa di essere il ‘regista’ dello spostamento della sede del “Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale” dal città megarese Augusta a Catania. 

Intervenendo telefonicamente a “Mi sono rotto!!”, la trasmissione radiofonica realizzata da Radio Musmea in collaborazione con La Gazzetta Augustana.it, il governatore siciliano si è tolto più di un sassolino dalla scarpa, criticando apertamente il decreto firmato giovedì scorso dal ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, sulla “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali”.

“Non ho fatto l’intesa, se la mettono così io impugno perfino gli atti”, ha affermato Crocetta attaccando “quei parlamentari nazionali che si divertono in questo sport, che normalmente si chiamerebbe ascarismo”. “Questi signori che – ha rincarato la dose – vogliono fare i capipopolo per difendere il territorio, non hanno gli attributi per mettersi contro i poteri forti di Roma e scaricano le colpe sul presidente della Regione. Trovo veramente scorretto intervenire su una vicenda dicendo il falso e soprattutto non guardando le carte. Renderò pubblica tutta la corrispondenza tra il Ministero e la Regione”.

Il governatore ha poi più volte ricordato di aver “contestato il Piano sin dall’inizio” sottolineando che “sono note alla stampa siciliana tutte le mie prese di posizione che partono soprattutto da una base: non può essere che la Sicilia venga svenduta”.

A tal proposito, secondo Crocetta “è emblematica la vicenda di Messina e Milazzo che vengono assorbite da Gioia Tauro”. “Ho sempre detto di no. Se dicono che il ministro sostiene che ha fatto tutto Crocetta – ha aggiunto – non capisco perché il porto di Messina non è stato dichiarato capofila dei Porti dello Stretto”.

Sulla querelle per la sede inizialmente assegnata al porto “Core” di Augusta e infine spostata a Catania, il presidente della Regione ha affermato di “non potere entrare nel merito di una guerra municipale”, sottolineando che “al ministro avevo detto di lasciare le cose così come stanno perché questo Piano sta creando problemi grossissimi non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Fra l’altro non capisco perché Messina e Catania non si potevano aggregare e Messina viene invece aggregato a Gioia Tauro”.

“Il ministro non mi ha voluto sentire, dicendo ‘questo è il mio Piano’. Bene. Però la legge stabilirebbe che il Piano va concordato con le Regione siciliana e questo non è stato mai fatto”, ha proseguito Crocetta annunciando “di aver intenzione di contestare tutto il Piano, perché non mi posso occupare di Augusta e non di Messina. Il Piano fatto dal ministro Delrio non ha né testa né coda. Tra l’altro non capisco, se la legge stabiliva che la sede fosse ad Augusta, ha cambiato la legge?”.

Crocetta ha infine svelato di aver stoppato la nomina alla presidenza dell’Autorità portuale Catania-Augusta di Andrea Annunziata, data ormai per certa da molti organi di informazione. “Il ministro Delrio ieri mi ha mandato una nota con la quale mi chiedeva nominare l’autorità portuale di Catania e ieri stesso gli ho risposto dicendo che non ero d’accordo, poiché il profilo dell’ex autorità portuale di Salerno ed ex sottosegretario nel 2001 del governo Prodi “in contrasto con il rispetto dell’autonomia della Regione Siciliana, sconosciuto al territorio siciliano”.

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