Caltanissetta, rinvio a giudizio per Silvana Saguto e altre 15 persone. Processo al via a gennaio

Secondo l’accusa il magistrato, sospeso dal Csm da funzioni e stipendio, avrebbe gestito come fosse una cosa propria la sezione misure di prevenzione del Tribunale

Saguto

CALTANISSETTA – Inizierà il 22 gennaio 2018 il processo a carico dell’ex Presidente della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e di altre quindici persone coinvolte nell’inchiesta sulla “gestione spregiudicata dei patrimoni sottratti alla mafia”. Lo ha stabilito oggi pomeriggio il Gip del Tribunale di Caltanissetta Marcello Testaquadra, che ha deciso il rinvio a giudizio per la Saguto e gli altri imputati.

Alla sbarra Vittorio Saguto, padre del magistrato, il marito Lorenzo Carata e il figlio Emanuele, gli amministratori giudiziari Aulo Gabriele Gigante, Roberto Nicola Santangelo e Walter Virga, il colonnello Rosolino Nasca, i docenti universitari Roberto Di Maria e Carmelo Provenzano, la moglie e un collaboratore di quest’ultimo, Maria Ingrao e Calogera Manta, l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo e l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte. Una posizione, quella del professor Luca Navarra, è stata stralciata e trasmessa a Palermo.

Secondo l’accusa la Saguto, che è stata sospesa dal Csm da funzioni e stipendio, avrebbe gestito come fosse una cosa propria la sezione misure di prevenzione del Tribunale, scegliendo gli amministratori giudiziari, chiamati a gestire patrimoni milionari appartenuti ai boss, tra quanti erano entrati nel suo “cerchio magico” per avere incarichi e consulenze. Costoro avrebbero ricambiato con soldi, regali e favori.

Per questo la Finanza ha sequestrato beni per un valore di 900mila euro riconducibili al giudice e al suo “cerchio magico”: quattro degli amministratori giudiziari “favoriti” e la moglie di uno di loro. Per la Procura, la Saguto era intenzionata a vendere la casa e uno degli amministratori giudiziari, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, tra i maggiori beneficiari dei favori del magistrato, aveva costituito un trust per la gestione di beni e quote societarie, secondo gli inquirenti, per sottrarli all’azione della magistratura. Cappellano Seminara ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato ma a questo punto la sua posizione potrebbe essere riunita al troncone principale al via a gennaio. 

Al processo sui presunti illeciti nella gestione della sezione misure di prevenzione di Palermo, in corso a Caltanissetta, il Gup ha ammesso la costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri dell’Interno e della Giustizia, che ha chiesto un risarcimento di sette milioni di euro, e del Comune di Palermo.

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