“Riposa in pace ‘zu Iano”: su FB il cordoglio per il boss

A qualcuno la scelta di negare le esequie pubbliche al Sebastiano Laudani non è piaciuta. E la piazza scelta per manifestare col dissenso è quella del web

Boss

CATANIA – Si è spento a novantun anni il boss Sebastiano Laudani, patriarca dei “mussi ‘i ficurinia” (labbra di fico d’india), una delle maggiori famiglie mafiose operanti nel territorio catanese. Un clan la cui ferocia – già espressa nelle attività criminali che vanno dall’estorsione alle rapine, dal traffico di stupefacenti all’usura – è culminata negli anni Novanta in diversi attentati sanguinari, dall’autobomba davanti la caserma dei Carabinieri di Gravina di Catania, che portò al ferimento di quattro militari, all’omicidio nel 1994 dell’agente di polizia penitenziaria Luigi Bodenza e nel 1995 dell’avvocato penalista Serafino Famà. 

Nelle scorse ore la decisione del questore di Catania Giuseppe Gualtieri di vietare i funerali pubblici per il boss, le cui esequie sono state celebrate in forma privata al Cimitero. Un atto volto a impedire manifestazioni roboanti da parte della famiglia, in continuità con quanto disposto in passato per soggetti riconducibili alla malavita catanese, di rango ben più basso rispetto a Sebastiano Laudani. Ma a qualcuno la scelta di negare i funerali pubblici al boss non è piaciuta. E la piazza scelta per manifestare col dissenso è quella del web. Commenti incredibili, significativi dello stato di una città in cui i poteri criminali sono ben lungi dall’essere sconfitti.

“Se ha fatto cadaveri in giro e perché era gente del suo stesso rango… Non poveri innocenti. Pace o ‘zu Iano…”, scrive Anna. “Non fare svolgere i funerali ad una persona come tutti noi… fate schifo”, commenta Riccardo, non sapendo forse che soltanto le esequie pubbliche sono state negate. “Questa è la prova schiacciante che l’Italia non è piu un paese libero – prosegue – solo perché era una persona che contava e si chiamava i suoi diritti… Fate schifo, vergognateviii, condoglianze vivissime a tutta la famiglia Laudani. Zu Iano riposa in pace”. 

In altri commenti è ribadita la figura del mafioso come di chi “si prende i propri diritti”: “Questa povera gente fa tutto ciò per rendere un Italia migliore, almeno loro ci provano e noi siamo qua a non fare un cazzo”. “Lo state facendo morire per la seconda volta, gente come voi rovina l’Italia, non loro che ogni loro azione è perche sono provocati. Meglio chi scippa la borsa ad una vecchietta vero? Oppure chi maltratta i bambini e donne vero? La gente di questa pasta almeno non fa queste cose, perché sono signori e aiutano anche i bisognosi, cosa che non facciamo tra di noi e non fa lo Stato”. Poco più in basso Alessia – giovane, occhiali da sole – lascia un cuore e la scritta RIP.

Ma qualcuno osa ricordare che si sta parlando di un boss mafioso con una vita passata nel crimine. E allora il dibattito si accende: “Non ha importanza chi sia per te – scrive ancora Anna – È importante solo cos’era per la sua famiglia, quindi i tuoi commenti… Sei sbagliato perché sei tu che stai scherzando o parlando a sproposito della morte di un nonno, uno zio o un caro amico… È già stato giudicato abbastanza… Non sta a te giudicare chi sia… Pensa a te, chi sei?”. Qualcuno a questo punto consiglia di rimuovere il post, ma c’è tempo per un ultimo ricordo affettuoso dello zio Iano:Chi è senza peccato scagli la prima pietra, lei ha gia peccato condannando un povero cristo che non ha nessuna colpa se non quella aver fatto tutto per amore della sua famiglia“.

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