Rizza si dimette da sindaco ma resta candidato Centrodestra imbarazzato dagli impresentabili

Il sindaco di Priolo, ai domiciliari per truffa e turbativa d’asta, ha lasciato la carica ma resta in corsa per l’ARS. E spera nella revoca della misura per cercarsi i voti sul campo

PALERMO – Un fulmine nel cielo non proprio sereno della campagna elettorale del centrodestra. E la vicenda di Antonello Rizzasindaco di Priolo Gargallo finito ai domiciliari sabato con l’accusa di truffa e turbativa d’asta – promette di non essere ancora conclusa. Se i quattro processi in corso e i ventidue capi d’imputazione pendenti non gli avevano impedito di correre per un posto all’Assemblea Regionale Siciliana, neanche di fronte all’arresto il primo cittadino priolese avrebbe intenzione di fare un passo indietro.

Anzi, rivela La Sicilia in edicola oggi, Rizza avrebbe già individuato la sua exit strategy per affrontare la sfida “a piede libero”. Il sindaco e il suo entourage puntano alla revoca degli arresti domiciliari e a tre settimane di campagna elettorale sul territorio, dove Rizza è convinto di fare il pieno di preferenze. Nonostante l’accusa, messa nero su bianco dal Gip nell’Ordinanza di custodia cautelare, di aver fatto parte di un “consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”.

Sapremo nelle prossime ore se il piano funzionerà. Quel che è certo è che il caso di Rizza, arrestato nel bel mezzo della querelle sulle liste pulite e durante la missione siciliana della Commissione Nazionale Antimafia, che sta verificando i profili dei cosiddetti “impresentabili”, ha creato non pochi imbarazzi nella coalizione che sostiene Nello Musumeci.

Il candidato presidente aveva rivendicato di aver rifiutato per tre volte la candidatura del sindaco di Priolo, che avrebbe chiesto di correre con #DiventeràBellissima (circostanza che Rizza avrebbe smentito, sempre secondo La Sicilia). Ad accogliere il primo cittadino era stata Forza Italia, che per bocca del commissario regionale Gianfranco Micciché ha rivendicato la scelta scagliandosi contro l’ingiustizia ad orologeria dei magistrati. 

“Mi sono assunto la responsabilità dei nomi scelti. Mi piacerebbe che anche la magistratura, ogni tanto, si assumesse la responsabilità delle proprie scelte – aveva detto il viceré di Silvio Berlusconi commentando l’arresto – E’ proprio la magistratura a perdere credibilità quando interviene in piena campagna elettorale. Se un magistrato ha le carte per dimostrare la colpevolezza di qualche politico, non aspetti di sapere con quale simbolo o schieramento costui correrà”.

Un derby politica-magistratura, quello evocato dal commissario regionale di FI secondo il più classico storytelling berlusconiano. Stavolta, però, la situazione presenta contorni tali da creare dei dubbi anche all’interno degli azzurri. A prendere le distanze dalla linea di Micciché sull’arresto di Rizza era stato il capogruppo forzista all’ARS Marco Falcone: “Disquisire sulla tempistica, ancorché legittimo, rischia di apparire una inutile e inopportuna contrapposizione con chi svolge il proprio lavoro a prescindere dalle dinamiche elettorali. I partiti tutti, a iniziare da Forza Italia, facciano un passo indietro e se tengono realmente al bene della Sicilia si affidino interamente a Nello Musumeci”.

Nelle ultime ore il candidato del centrodestra è tornato a ribadire la propria fiducia nella magistratura: “Mi sento di ribadire la mia vicinanza politica e istituzionale ai magistrati siciliani – ha scritto su Facebook Musumeci – specie a coloro che sono impegnati in indagini e processi di mafia e in procedimenti per reati contro la pubblica amministrazione che riguardano figure politiche di qualunque colore o schieramento. La Magistratura continuerà ad avere da me sempre – anche nell’eventuale ruolo di presidente della Regione Siciliana – sostegno e collaborazione, senza zone franche, senza se e senza ma”.

Intanto, stamattina, Rizza si è dimesso dalla carica di sindaco, motivando la decisione con la necessità di svolgere la sua campagna elettorale per le regionali senza limitazioni. Dimettendosi dalla carica di primo cittadino verrebbero meno le esigenze cautelari. Con la revoca dei domiciliari Rizza, intende andare a cercarsi i voti sul campo. Dov’è convinto di raccogliere un risultato eccellente. Voti che serviranno anche a Nello Musumeci per la sua elezione a governatore.

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