Corruzione a Pubbliservizi: Rolex e feste in cambio di appalti

Sarebbero queste le utilità ricevute dall’ex Presidente Adolfo Messina in cambio dell’affidamento di servizi a imprese corrotte

 

CATANIA – Pranzi, cene, vestiti firmati. Ma anche Rolex, BMW e feste private. Ci sarebbe stato tutto questo nel “collaudato sistema corruttivo” orchestrato dall’ex Presidente di Pubbliservizi Adolfo Messina e dal consulente Alfio Trombetta, finiti in manette questa mattina nell’ambito dell’operazione “Cerchio Magico” della Guardia di Finanza di Catania. L’indagine – coordinata dalla Procura della Repubblica etnea guidata da Carmelo Zuccaro e dai PM Fabio Regolo e Fabio Saponara – ha portato alla luce il giro di corruzione di cui l’ex numero uno della partecipata della Città Metropolitana sarebbe stato promotore e organizzatore, insieme a Trombetta e con la collaborazione di altri quattro arrestati.

A cooperare al sodalizio criminale sarebbero stati Raffaello Giovanni Pedi, responsabile dell’area Manutenzione Edilizia della Partecipata, e gli imprenditori Rosario Simone Graziano Reitano e Santo Nicotra, amministratori delle ditta “Renergy di Reitano Rosario” (società di installazione di impianti elettrici) e “Light and Power srl” (società di commercio all’ingrosso di materiale elettrico). Entrambe le società avevano sede a San Giovanni La Punta. Domiciliari anche per un altro imprenditore, Alfio Giuffrida, amministratore della “Ma.Gi srl”, impresa di costruzione di Trecastagni. Costoro avrebbero corrisposto ai promotori dell’organizzazione svariate utilità, in cambio dell’affidamento dei servizi e di trattamenti preferenziali nel pagamento dei medesimi, mediamente più celeri rispetto alla media di Pubbliservizi. 

Indagato anche il responsabile unico dei procedimenti della partecipata Salvatore Branchina, per il quale non sono scattate le manette in forza della collaborazione offerta agli inquirenti durante le indagini. 

“E’ con particolare soddisfazione che presentiamo questa operazione – ha detto in conferenza stampa il Procuratore Zuccaro l’indagine di oggi è partita nel settembre-ottobre del 2016, dunque è stata portata a termine in tempi relativamente brevi. Abbiamo dei soggetti che avrebbero dovuto fornire dei servizi alla Città Metropolitana e invece hanno asservito le loro funzioni cercando, dietro corresponsione di denaro, di favorire alcune ditte. Ci sono sei persone arrestate e un indagato che ha collaborato e dunque non è stato raggiunto da misura cautelare. L’esigenza da parte dei funzionari che ritengano di aver sbagliato di collaborare per emendare le proprie condotte è uno dei comportamenti che noi apprezziamo maggiormente. Si trattava di un’indagine molto complessa,  che anche grazie a questa collaborazione si è potuta realizzare”.

“La cosa che è saltata all’occhio era la modalità di gestione di questa società, ovvero il privilegio verso gli imprenditori che non avevano progetti né capacità industriali, ma erano soltanto disposti a piegarsi alla logica perversa della corruzione”, ha spiegato ai giornalisti il PM Fabio Regolo, specificando come la gestione di Pubbliservizi da parte del Presidente pro tempore fosse tale da considerare la società cosa propria. “Una società che conta più di 400 dipendenti, e che nonostante tutto ricorreva continuamente ad affidamenti esterni per la fornitura di alcuni servizi”, continua il Pubblico Ministero, che ha ribadito come “per la prima volta abbiamo avuto persone che attraverso la Guardia di Finanza o tramite il nostro ufficio hanno chiesto di essere sentiti per collaborare ai nostri uffici”. 

Proprio in seguito all’avvio dell’indagine, secondo gli inquirenti, sarebbe venuta la decisione di Messina di lasciare la guida della partecipata, avendo subodorato l’inchiesta della magistratura. Una mossa prudenziale inutile, visto il proseguimento delle indagini che hanno permesso di acclarare anche i singoli episodi nei quali la condotta corruttiva del “cerchio magico” si sarebbe esplicitata. All’attenzione degli inquirenti è finita per esempio la festa di compleanno dello stesso Messina, nel corso della quale sarebbe avvenuta la consegna del Rolex di cui sopra. Un regalo talmente lussuoso da scatenare i commenti dei dipendenti della società spingendo alla fine il presidente a non accettare un dono pur fortemente voluto.

“La festa fu organizzata a spese dell’imprenditore Giuffrida e si tenne a casa sua a Trecastagni – ricostruiscono le Fiamme Gialle guidate dal neo-comandante Antonio Nicola Quintavalle Cecere Durante la festa sarebbe stato consegnato un Rolex dal valore di oltre ventitremila euro, in parte pagato con le quote dei dipendenti ma per la maggior parte con i soldi di Giuffrida. La storia aveva però suscitato grosso clamore in Pubbliservizi, tanto da spingere lo stesso presidente Messina a cambiare il regalo con un orologio di minor valore”. 

Alla base dell’indagine, hanno sottolineato gli inquirenti, proprio le denunce presentate nell’autunno dello scorso anno da Adolfo Messina, anche in relazione al presunto attentato subito pochi giorni dopo il compleanno. Denunce doverosamente raccolte dalla magistratura, che pure aveva dovuto concludere la non fondatezza degli episodi raccontati dal Presidente della Pubbliservizi. “Questo per dimostrare che noi diamo attenzione a tutti senza però farci tirare per la giacchetta da nessuno”, ha concluso il PM Regolo parlando ai giornalisti.

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