De Luca assolto si commuove e rilancia: “Non sono un impresentabile, sfido Grillo e Salvini ad un confronto”

Il neo deputato regionale Udc era imputato per tentata concussione, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Assolti anche gli altri imputati VIDEO “SCATENO”, IL RITRATTO DELL’IMPRESENTABILE DE LUCA

 

MESSINA – Il neo deputato regionale dell’Udc-Sicilia Vera, Cateno De Luca, è stato assolto perchè il fatto non sussiste. Questa il verdetto del collegio del Tribunale di Messina, presieduto dal Presidente Mario Samperi, al processo sul cosiddetto “Sacco di Fiumedinisi”, paesino sui Nebrodi di cui De Luca in passato è stato sindaco. Il neo eletto all’Ars, finito due giorni fa ai domiciliari per una presunta evasione fiscale da 1,7 milioni, era imputato abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Un’altro capo d’imputazione, relativo alla tentata concussione, è stato dichiarato prescritto.

“Mi dispiace molto, non escludo di rinunciare alla prescrizione – ha detto De Luca in un video pubblicato su Facebook dopo l’uscita dall’aula – ho subito in questi sette anni quindici procedimenti, sono stato sempre assolto, molte accuse sono state archiviate, desidero una giustizia giusta e di essere assolto”. I Pm avevano chiesto una condanna a cinque anni. Assolti anche tutti gli altri imputati, tra cui il fratello del neo parlamentare, Tindaro.

“Non accetto di essere indicato dagli improvvisati grillini come impresentabile – ha proseguito il deputato regionale riferendosi alle critiche di questi giorni – o da quell’ignorante di Salvini, che è venuto ai nostri convegni della Fenapi e voleva che entrassi nella Lega. Li sfido pubblicamente, a lui e Grillo, ad un confronto sulla buona politica. Io sono un amministratore, ho fatto del buon governo una precondizione fondamentale e voglio che ci sia giustizia”

“Ringrazio i miei sostenitori ed elettori che malgrado il fango hanno continuato a darmi fiducia – ha proseguito De Luca commuovendosi – Sono ancora in uno stato di detenzione, ma mi difenderò da quest’altra ignobile accusa. Mi auguro che la politica prevalga sull’infamia delle calunnie, e che chi fa politica si misuri su temi politici, smettendo di appioppare patenti di moralità per nascondere la propria imbecillità. Auguro alla Sicilia di poter guardare negli occhi i propri amministratori, e chi ha fatto della politica una scelta di vita pagando prezzi importanti, ferite che probabilmente rimarranno le cicatrici – ha concluso l’esponente dell’Udc-Sicilia Vera – Io non cerco vendetta, spero soltanto di poter continuare a svolgere il mio compito”.

LA SENTENZA – Alla lettura della sentenza c’e’ stato un boato delle urla di gioia da parte di circa 150 persone, che stavano dentro e fuori l’aula del tribunale di Messina, che hanno così accolto la notizia dell’assoluzione. I reati, per cui De Luca finì in cella nel 2011 quando era deputato regionale, risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2010. Secondo l’inchiesta della procura messinese, l’ex sindaco avrebbe utilizzato i fondi destinati a opere di riqualificazione urbanistica per avvantaggiare le imprese di famiglia.

In particolare, nel mirino degli investigatori, finirono i lavori per la costruzione di un albergo con annesso centro benessere della società ‘Dioniso srl’, l’edificazione di 16 villette da parte della coop ‘Mabe” e  la realizzazione di muri di contenimento del torrente Fiumedinisi  e di centri di formazione permanente del Caf “Fenapi”. Secondo l’accusa gli indagati avrebbero agevolato le aziende vicine a De Luca, mentre era sindaco, mediante l’approvazione della variante al Prg, per la realizzazione dell’albergo di contrada Vecchio con i finanziamenti per la messa in sicurezza del torrente.

I giudici si erano riuniti ieri alle 17 in camera di consiglio, a conclusione della lunga arringa dell’avvocato Carlo Taormina, uno dei due difensori di De Luca, che in mattinata era arrivato in aula accompagnato dai carabinieri per rendere delle dichiarazioni spontanee.

Io non sono colpevole di concussione, come mi accusa alla procura – ha affermato il neo deputato regionale –  io sono vittima di estorsione da parte di chi mi ha denunciato perché mi hanno proposto una transazione ed un avvocato non fa una transazione senza che lo sappiano i suoi clienti”. Al termine De Luca ha chiesto la deposizione di una memoria con allegati.

Domani mattina, De Luca sarà interrogato dal Gip Carmine De Rosa per la nuova vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto insieme all’ex sindaco di Alì Terme, Carlo Satta, anch’egli finito ai domiciliari.

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