Masculini, puppi e fame di lavoro: Salvini incontra la Pescheria

La giornata siciliana del leader della Lega e di Noi con Salvini: dopo la visita allo storico mercato catanese sarà a Messina e ad Acicastello

 

CATANIA – Masculini, puppi e fame di lavoro. Saddi a beccaficu proposte senza soggezione al Segretario della Lega Nord, roba che Umberto Bossi ci sarebbe rimasto secco, altro che ictus. Matteo Salvini si trova bene, invece, alla Pescheria di Catania. Assaggia nell’ordine due gamberi, un’oliva alla messinese, un generoso pezzo di tuma. Niente di speciale, considerando che l’ultima volta si era addubbato a granita e arancini al ragù.

La città ai piedi dell’Etna accoglie il leader di Noi con Salvini con generosità: niente contestazioni – ma si teme per il pomeriggio, quando l’europarlamentare parlerà allo Sheraton di Acicastelloniente ripicche per i trascorsi non proprio sereni tra la Lega Nord e il Mezzogiorno. Bossi non aveva mai fatto scendere i figli più giù di Roma. Salvini al Sud invece ci torna spesso, e con l’avvicinarsi degli appuntamenti elettorali – giugno per le amministrative, novembre per le Regionali – promette di tornarci di più.

Il programma è il solito di sempre, e qui in Pescheria acchiappa. Lavoro, sovranità, autonomia. Quella vera, precisa, non certo quella di Crocetta e di quanti lo hanno sostenuto. Lavoro, e dunque indagine di mercato estemporanea sul prezzo del pesce. “Dodici euro al chilo? Per comprare sta roba qui a Milano devi farti il mutuo”, dice mentre gli sventolano calamari e gamberi sotto il naso.Ju po’ travagghiu ci livai manu“, dice uno che era autotrasportatore ed è venuto apposta per incontrarlo. Qualcuno traduce, si stringono le mani. “La nostra sfida è quella di assicurare a tutti una vita dignitosa”, dice a quelli che lo fermano per raccontargli le proprie sfortune.

Ascolta, annuisce, assaggia. Rifiuta con educazione un pezzo di sasizza cruda e si scusa per il disturbo che sta arrecando circondato com’è da un nugolo di cronisti e fotografi. “Angelo usciamo, altrimenti non riescono più a lavorare”, dice al fido Attaguile che gli fa da cicerone in questa visita al mercato del pesce. In piazza Duomo c’è ancora tempo per stringere mani, promettere dignità e scattare selfie. Poi via ad incontrare Messina per tornare nel pomeriggio ad Acicastello, a sfidare i contestatori che non lo volevano far parlare.

A chi dice che per la lega nazionale al Sud non c’è speranza, Salvini oggi risponde così. Masculini, puppi e fame di lavoro. E tanta gente disperata che chiede soltanto speranza. 

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