Scialfa, addio a Bianco per candidarsi in Forza Italia?

Se la corsa con FI venisse confermata, saremmo di fronte all’ennesimo esempio di una politica spregiudicata e arrivista pronta a tutto per una poltrona

CATANIA – Dimissioni dall’incarico di Assessore comunale in vista della candidatura alle elezioni per il Parlamento del prossimo 4 marzo. E fin qui, niente di nuovo in politica. Ma nell’addio di Valentina Scialfa alla Giunta di Enzo Bianco vi sarebbe un dettaglio non da poco. Come ripetono da alcuni giorni i ben informati, le dimissioni della Scialfa entro i termini stabiliti dalla legge sarebbero propedeutiche ad una candidatura con Forza Italia.

Il che, per una reduce da cinque anni di legislatura di un sindaco del PD – per quanto con una maggioranza composita – non è male. Se confermata, la vicenda non potrebbe essere etichettata che come un magistrale esempio di trasformismo. Da parte di un’Assessore che non ha particolarmente brillato, nel corso del suo mandato, per i risultati conseguiti ai piedi dell’Etna. Ma che adesso vorrebbe ugualmente spiccare il volo verso una poltrona romana.

Alla Scialfa il sindaco Bianco – che nel pomeriggio ha accettato le dimissioni dell’Assessore, pur “profondamente rammaricato” per la decisione – aveva attribuito deleghe non da poco. Scuola, Università e Ricerca, Pratiche Interculturali e Cittadinanza Responsabile, Diritti ed Opportunità, si legge nella pagina dedicata del Comune di Catania. Settori delicati per una città che ha perso negli anni molte posizioni nelle classifiche sull’istruzione – specie universitaria – e zavorrata da molte criticità relative allo sport.

Così, mentre l’Assessore dice addio rivendicando di aver lavorato “mettendo in campo le mie attitudini umane e manageriali” nel corso di “anni intensi e fecondi”, la memoria va alla privatizzazione degli impianti sportivi, con la rinuncia al godimento degli impianti dietro la lusinga della collaborazione pubblico-privato. Mentre l’apertura del liceo a Librino, che l’Assessore rivendica tra le cose fatte, è sul tavolo ormai da diversi anni. La ristrutturazione della scuola Brancati, che dovrebbe ospitarlo, è stata finanziata soltanto pochi giorni fa grazie al bando per le periferie.

Ai posteri l’ardua sentenza. Indipendentemente dal giudizio sulle realizzazioni dell’Assessore, rimane il dato di una politica anche non esita a cambiare bandiera in base alle necessità personali. E’ fresco il ricorso del consigliere comunale di maggioranza Alessandro Porto – ex Udc – dimessosi pochi mesi fa dalla presidenza del Gruppo “Con Bianco per Catania” per candidarsi alle Regionali. Dapprima con la coalizione di centrosinistra, poi con quella di centrodestra nelle fila di Forza Italia.

Con l’imbarazzo di cartelli 6×3 affissi in giro per la città che, visto il repentino cambiamento di schieramento del consigliere, per un momento lo davano candidato contemporaneamente con Micari e con Musumeci. Alla fine i 5.832 voti raccolti da Porto non bastarono per entrare all’Ars. Mentre la triste giravolta di un esponente di una maggioranza di Bianco candidato in corsa nel partito di Berlusconi non ha ancora smesso di edificare gli elettori.

A pochi mesi di distanza, intanto, arriva la decisione della Scialfa di lasciare la Giunta giusto in tempo per candidarsi alle Politiche. Se la corsa con Forza Italia venisse confermata, saremmo di fronte all’ennesimo esempio di una politica spregiudicata e arrivista che non ha fatto bene al nostro Paese. Che non ha peraltro il coraggio di parlare con franchezza agli elettori, avendo motivato come personali le dimissioni dal governo cittadino. Ma gli elettori, forse è il caso di ricordarlo a una parte della politica, non sono mica scemi. 

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