G7, scontri tra Polizia e corteo. E sull’esito del Summit tanti dubbi

Il corteo contro il Summit non si è fermato nel punto autorizzato e ha proseguito verso la Polizia in assetto anti-sommossa

scontri

GIARDINI NAXOS (ME) – Alla fine la protesta degenera in tafferuglio, regalando anche a questo G7 momenti di tensione fortunatamente non paragonabili ad altre esperienze italiane del passato. Il corteo contro il Summit di Taormina – conclusosi oggi pomeriggio con parecchi dubbi sui risultati raggiunti e le conferenze stampa di Trump e Merkel annullate – non si è fermato nel punto autorizzato dalle Forze dell’Ordine e ha proseguito verso la Polizia schierata in assetto anti-sommossa.

Sullo sfondo del classico lancio di lacrimogeni – che secondo alcuni manifestanti sarebbe stato opera di un gruppo ristretto di persone, non più di una trentina – gli agenti hanno caricato i manifestanti allo scopo di disperderli. Scampoli di protesta sono stati registrati fino a pochi minuti fa, ma la situazione sarebbe sotto controllo.

Scopo del corteo, che si è svolto lungo la passeggiata marina di Giardini Naxos, la denuncia nei confronti del sistema di potere rappresentato dai grandi riuniti a Taormina e la “militarizzazione” della Perla dello Jonio e della vicina Giardini. In una prima fase la manifestazione si era svolta in modo pacifico, con anche l’approvazione di alcuni cittadini indisposti dal trattamento riservato nel ultimi giorni ai due paesi (dov’erano state messe in campo imponenti misure di sicurezza, tali da limitare la libertà degli abitanti, secondo alcune denunce). Alla fine del percorso previsto per la manifestazione, poi, la decisione di forzare il blocco e la reazione della Polizia.

Non una volontà deliberata di tutto il corteo, ma di un capannello di attivisti bardati di rosso e nero che avrebbero intenzionalmente oltrepassato la soglia stabilita per suscitare la reazione degli agenti.

Nulla di grave, per fortuna. I momenti di scontro seguono di qualche ora la conclusione dei lavori di un Summit risoltosi secondo alcuni in un nulla di fatto. “Nonostante la scelta simbolica di Taormina come sede del summit – scrive in una nota l’organizzazione non profit Oxfam – il G7 non ha voluto raggiungere un accordo in grado di definire strategie e misure concrete per proteggere i migranti più vulnerabili o per affrontare le cause profonde delle migrazioni: fame, povertà, conflitti. La proposta italiana di una visione più avanzata centrata sul tema della mobilità umana è stata bloccata dall’amministrazione USA e da alcuni altri paesi: ancora una volta il G7 guarda più alla difesa delle rispettive frontiere e degli interessi nazionali”.

Già nei giorni scorsi la Oxfam si era distinta per alcune efficaci proteste nei confronti dei leader G7, invitandoli a superare le posizioni di chiusura del presidente Trump per abbracciare un approccio diverso nella gestione del fenomeno migratorio. Un auspicio non sembra essersi trasformato in realtà: “L’attenzione ai temi della sicurezza e del terrorismo è certamente comprensibile dopo i recenti attacchi terroristici – scrive in una nota Roberto Barbieri, Direttore Generale di Oxfam Italia – ma questo non può essere l’unico argomento affrontato in profondità a discapito di altre questioni, come la fame e le sfide collegate alla gestione della crisi migratoria”. 

“Il Presidente Trump ha contribuito, più di qualsiasi altro leader, ad impedire un avanzamento positivo della discussione su molti di questi temi – conclude Barbieri – ponendo più di un dubbio sulla rilevanza del Gruppo dei Sette e sul loro effettivo impegno nel perseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.

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