Li Destri, un “impresentabile” anche nelle liste di Cancelleri?

Il cugino omonimo di Giacomo Li Destri, candidato nel M5s, è imputato nel processo alla mafia delle Madonie scaturito dall’operazione “Black cat” del 2015. Per lui, nel luglio scorso, è stata chiesta una condanna a 14 anni

Li Destri

PALERMO – Ad accusarlo di doppia morale, durante il confronto televisivo andato in onda ieri dalla Annunziata su Rai 3, era stato Nello Musumeci. Per difendersi dall’assedio sugli impresentabili” il candidato del centrodestra aveva tirato a Giancarlo Cancelleri una stoccata sul doppiopesismo tra gli indagati dentro e fuori dal Movimento Cinque Stelle. La polemica, però, era stata sormontata da quella stranota sulle liste pulite. A tornare sulle contraddizioni del M5s, stamattina, è un articolo pubblicato da Il Giornale, nel quale si parla di “parentele pesanti” anche dentro la lista dei Cinque Stelle nel collegio di Palermo.

Uno dei candidati grillini di punta a Palermo – si legge nell’articolo firmato da Mariateresa Conti – è l’imprenditore edile che ha realizzato la ‘trazzera’ di Caltavuturo, fatta a spese del M5s quando l’A/19 Palermo-Catania era spezzata in due per il crollo di un pilone, potrebbe rientrare nella categoria pentastellata degli impresentabili per proprietà transitiva, chiamiamola così. Si dà il caso in fatti che Giacomo Li Destri, 43 anni, abbia un cugino di primo grado, suo omonimo. E che questo cugino sia imputato nel processo alla mafia delle Madonie scaturito dall’operazione ‘Black cat’ del maggio del 2016. Per lui, a luglio, è stata chiesta una condanna a 14 anni”.

Il riferimento è all’operazione che nel 2016 sgominò le cosche del palermitano ricostruendo gli equilibri e i ruolo di vertice nei vari mandamenti. E dai giornali dell’epoca il ruolo di Li Destri viene considerato niente affatto secondario. L’imputato è indicato come “responsabile di Caltavuturo”, proprio la zona in cui insiste la “trazzera” realizzata dal cugino omonimo, assolutamente incensurato. Che al Giornale conferma la parentela, precisando di non avere da tempo rapporti con il parente: “È vero, è un mio cugino ma non ci parliamo da 30 anni – ha detto Li Destri, impegnato in questi giorni in campagna elettorale – Non abbiamo nessun contatto in pratica da sempre, non ha partecipato nemmeno al mio matrimonio”.

Nulla da spartire con il cugino, insomma. Ma per qualcuno la vicenda sarebbe la riprova del doppiopesismo di cui sopra. Li Destri aveva avvertito il Movimento di questa parentela pesante? La risposta data al Giornale è vaga: “La vicenda è pubblica”. La redazione di Tribù ha provato a mettersi in contatto con il candidato alla Presidenza della Regione Giancarlo Cancelleri, per chiedere un commento sulla notizia. L’aspirante governatore, impegnato nel tour in Sicilia orientale, non ha ancora risposto.

Ma chi è il candidato Giacomo Li Destri, già costruttore della “via dell’Onestà” sponsorizzata dal M5s e oggi candidato nelle fila del Movimento di Beppe Grillo? Imprenditore edile, originario di Catavulturo, Li Destri si era fatto conoscere per le proteste contro la gestione del crollo del viadotto Himera, che nel 2015 aveva tagliato a metà la Sicilia interrompendo la A19. Stanco della mancanza di interventi che costringevano in particolare gli abitanti di Caltavuturo e dei comuni limitrofi ad lunghissimi viaggi lungo la strada di collegamento Scillato – Polizzi, Li Destri, insieme ad altri imprenditori edili, si era fatto carico di attivare una vecchia trazzera ormai in disuso che dallo svincolo di Scillato risaliva fino a pochi chilometri dal centro abitato di Caltavuturo.

Fu allora che i deputati regionali del M5s scesero al fianco dell’imprenditore decidendo di finanziare l’opera. I soldi necessari per i lavori, 300 mila euro, arrivarono dal taglio degli stipendi degli stessi parlamentari grillini. Un legame, quello tra Li Destri e il Movimento di Grillo, destinato a non interrompersi con l’inaugurazione della “trazzera”. L’imprenditore figura infatti tra gli aspiranti deputati regionali, e compare in più foto accanto al candidato presidente Cancelleri e al leader del Movimento Luigi Di Maio. 

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  • La notizia della Il Giornale è di quelle che se non trovi niente qualcosa la devi trovare comunque….e cerchi cerchi e alla fine trovi cose ridicole, insignificanti e le fanno diventare Notizione!!! Ora uno deve essere r epinsabile di ciò che fanno i suoi parenti e non può essere una persona per bene se ha un parente a processo? E allora Belluscone…?

  • È cosa grave l’omonimia. Bisogna vietare per legge la candidatura di chi porta lo stesso nome di soggetti accusati di mafia.

  • voglio gettare al vento alcune parole perché così è se parliamo del “GIORNALE”, provate a indovinare la proprietà di chi è? qualcuno potrebbe dire non del “PLASTICO” ma forse nelle vicine parentele o strette amicizie, il paragone vi sembra appropriato oppure no ?
    se ci fossero irregolarità tutto alla Magistratura deputata a tale scopo.
    si capisce che dietro vi è la campagna elettorale, quello che mi potrebbe fare AZZARE e che pensano di considerarci degli emeriti sciocchi, noi lettori,
    P.S. badate bene, io non sono del M5S

  • la parentela non è un reato. Non amo il m5s e non lo voterò mai ! Detto ciò non ritengo giusto che un candidato debba essere penalizzato a causa di traversie giudiziarie di un parente.

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