Serate danzanti non autorizzate al lido La Scivola: denunciato il gestore

Controlli del commissariato Borgo Ognina ad Aci Castello: violazioni e criticità anche sotto il profilo amministrativo e igienico sanitario

ACI CASTELLO (CATANIA) – Aver organizzato serate danzanti senza la prevista autorizzazione amministrativa e in assenza del collaudo da parte della Commissione di Vigilanza pubblico spettacolo è costato caro allo stabilimento balneare “La Scivola”, sul lungomare dei Ciclopi, ad Aci Castello, nel catanese.

Il gestore del locale è stato infatti denunciato per apertura abusiva di luogo pubblico dagli agenti del Commissariato “Borgo Ognina”, impegnati nei giorni scorsi in una serie di controlli negli esercizi pubblici nel comune rivierasco.

Durante l’ispezione – eseguita in collaborazione con personale dell’ASP Dipartimento di Salute Pubblica Veterinaria e del Settore Igiene e Sanità Pubblica, del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e del Corpo Forestale della Regione Sicilia – il lido balneare è stato controllato anche sotto il profilo amministrativo e igienico sanitario e sono state riscontrate molteplici violazioni e criticità.

In particolare, è emersa la mancata implementazione delle schede HACCP, ovvero l’omissione di aggiornamento delle schede relative alle temperature dei frigoriferi e alle sanificazioni; inoltre, all’interno di un frigorifero sono stati rinvenuti alimenti per i quali il titolare non è stato in grado di esibire la documentazione di rintracciabilità: per tale motivo è stato sanzionato per un importo totale di 3.500 euro.

Il titolare del lido è stato denunciato in quanto sono state riscontrate numerose violazioni in materia di sicurezza e prevenzione negli ambienti di lavoro, tra cui fili elettrici in stato di abbandono, la mancanza di spogliatoio per i dipendenti, il cattivo stato di igiene nel locale di infermeria e nei luoghi di somministrazione bevande.

Numerose criticità sono emerse anche per quanto riguarda i 7 dipendenti presenti al momento del controllo. Uno di essi ha riferito di lavorare 10 ore al giorno per un importo pari a 35 euro (quindi 3,50 euro l’ora), contrariamente a quanto riportato dal contratto di lavoro. Altri dipendenti hanno affermato di essere lavoratori in nero e altri ancora non sono stati in grado di esibire il proprio contratto di lavoro. La loro posizione sarà sottoposta al vaglio dell’Ispettorato del Lavoro per gli specifici e ulteriori adempimenti.

 

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