Setta degli orrori, coinvolto un magistrato?

Secondo notizie di stampa lo avrebbero detto i pm al Tribunale del Riesame di Catania, che ieri ha confermato gli arresti per Capuana e per le “apostole”

SETTA

CATANIA – Potrebbe esserci anche un magistrato tra coloro che sapevano del giro di abusi all’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente, senza aver mai denunciato. Sarebbe questo, secondo Live Sicilia Catania, il colpo di scena delle udienze svolte di fronte al Tribunale del Riesame di Catania, che ieri ha deciso la permanenza in carcere per il sedicente “arcangelo” Pietro Capuana, arrestato lo scorso 2 agosto per il presunto giro di violenze sessuali all’interno della setta di Aci Bonaccorsi.

Il Riesame era chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori degli arrestati. Con Capuana erano finite in manette le “apostole” Rosaria Giuffrida, Fabiola Raciti e Katia Concetta Scarpignato, a cui sono stati confermati i domiciliari. “E’ una persona anziana gravemente malata, un invalido al 100% che soffre di una grave forma di diabete ed è cardiopatico – aveva detto l’avvocato Mario Brancato, legale di pietro Capuana, presentando l’istanza – le sue condizioni di salute non sono compatibili con la detenzione, in carcere rischia la vita”. Diversa la valutazione del Riesame, che ha stabilito per il “guru” la permanenza dietro le sbarre.

Forse anche per il dettaglio pesante rivelato dalla Procura ai giudici potrebbe aver influito sulla decisione. Un magistrato (oggi in pensione) avrebbe saputo degli abusi commessi in seno alla setta ma avrebbe  scelto di non parlare. Secondo i pm il magistrato in questione – riporta ancora Live Sicilia – avrebbe gestito un luogo che ospitava i ritiri estivi della setta guidata da Capuana.

Non cessa di far discutere l’indagine sugli abusi che sarebbero stati commessi per oltre vent’anni nella Comunità di Lavina, nel silenzio dei membri dell’associazione, della politica e della Diocesi di Acireale che soltanto recentemente ha avviato una commissione d’inchiesta. Nell’indagine risultano indagati, oltre al “guru” Capuana e alle “apostole”, anche l’ex Assessore Regionale Mimmo Rotella – marito di una delle arrestate, Rosaria Giuffrida, l’ex Presidente dell’Associazione Cattolica Salvatore Torrisi e il sacerdote Orazio Caputo. Per costoro l’accusa è di favoreggiamento, per aver rivelato la notizia d’indagine comunicata a Caputo nel segreto del confessionale

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  • E’ interessante, alla luce dei fatti attuali, rileggere l’interrogazione parlamentare, a firma dell’On. Marco Pannella e altri, trattata nella seduta della Camera dei Deputati dell’8 Luglio 1988 nella quale si denuncia la situazione anomala della Pretura di Acireale in quanto “si realizza di fatto in Acireale una sorta di monopolio nella gestione della giustizia, da decenni concentrata nelle mani di una sola famiglia, dotata nel luogo di rilevanti interessi che hanno goduto, da parte dell’amministrazione locale, di riconoscimento ed impulso” e “dalla ulteriore circostanza della pendenza presso la pretura di numerosi procedimenti civili e penali, nei quali sono coinvolti interessi della famiglia Grasso”. Nella cui famiglia Grasso abbiamo il sig. Mariano che sposa le due figlie una al Pretore Dirigente dott. Sturiale e l’altra all’allora Sostituto Procuratore Generale dott. Fontana e quindi “abbiamo un genero in prima istanza alla pretura di Acireale e l’altro genero alla procura di Catania” (in appello). Il dott. Fontana è stato presidente dell’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente tra il 1990 e il 2000, l’Associazione Cattolica (oggi setta) dell’ “arcangelo” Capuana e di cui, deve dedursi, era uno dei seguaci. Il luogo in cui avvenivano i ritiri estivi della setta pare fosse di proprietà della signora Grasso in Fontana (la moglie del dott. Fontana).

  • Gentile Sig. Ernesto,
    non conosco i fatti oggetto dell’articolo e, quindi, non mi esprimo.
    Io ritengo che ci siano cose di interesse pubblico, a Catania, come per esempio gli appalti pubblici (piazza europa, ad esempio, radicalmente nullo, pure ritenendo la fondatezza di quanto sostenuto dalla procura retta dal dott. Tinebra) e gli affitti di alcuni enti pubblici, come per esempio quello della agenzia delle entrate, quello del comune di Catania e quello dell’università che ha pensato bene di istituire la segreteira studenti in un immobile del gruppo virlinzi, dopo avere comprato dagli stessi la ex officina di via roccaromana, a prezzi “scontati”, intitolando in cambio dello “sconto” l’aula studio.
    Fatti sui quali la corte dei conti non ha nulla da eccepire, sino ad oggi.
    lei non crede che siano errori clamorosi e che ci siano ingenti danni erariali, non rilevati?
    per quanto riguarda l’interrogazione parlamentare direi che la poiticia oggi dovrebbe farne su questi temi (appalti, affitti etc.) sui quali si riscontra un certa timidezza.

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