Setta degli orrori, i commenti sul gruppo Facebook: “Giornalisti infangano, Dio sa come punirli”

A dieci giorni dall’arresto di Pietro Capuana e di Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpinato i commenti in una delle pagine virtuali della comunità

gruppo

ACI BONACCORSI (CATANIA) – “Noi dell’associazione siamo forti e non ci facciamo intimorire dalle minchiate che scrivono questi sulla carta stampata”. A dieci giorni dall’arresto dell'”arcangelo” Pietro Capuana e delle tre “apostole” Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpinato – accusati di aver messo in piedi un giro di abusi sessuali all’interno dell’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi – sono di questo tenore i commenti in una pagina Facebook riconducibile alla congregazione. Un gruppo di 121 persone, creato soltanto lo scorso maggio per dare un luogo di incontro virtuale alla comunità. Pochi mesi dopo, l’indagine che ha sconvolto la Congregazione bonaccorsese, con l’arresto del “guru” e delle sue principali collaboratrici. Anche se di questo sconvolgimento, nel gruppo dell’Associazione non sembra esserci traccia. 

Anzi. Scorrendo la bacheca – tra iconografie cristiane e citazioni del Vangelo, foto di gruppo e qualche ricordo del Fondatore padre Stefano Cavalli – non è difficile trovare commenti sulla vicenda, e tutti nella stessa direzione. Quella della tutela della dignità dell’Associazione – gli stessi inquirenti hanno specificato come il giro di abusi coinvolgesse soltanto un gruppo ristretto – ma anche del dubbio verso le accuse avanzate nei confronti di Capuana e delle “apostole”. “Io penso che c’è qualcuno che vuole infangare la nostra Comunità – ipotizza Franco – mettiamoci nelle mani del nostro Signore Gesù Cristo”. Un affidamento ricorrente per superare quella che molti membri definiscono una “prova”, una tribolazione nel cammino intrapreso dalla comunità. 

La nostra associazione cattolica è pulita e sono orgoglioso di farne parte – scrive in un commento Roberto – E so i sacrifici che i miei fratelli hanno dovuto superare. Il Vangelo è la nostra verità. Quanto bene è stato fatto. A trovare l’ammalato, ad aiutare i bisognosi, sempre nella discrezionalità. Grazie a Gesù e Maria per averci aiutato a superare qualsiasi prova”. “Speriamo di superare questa prova potente!!!”, gli fa eco Federica. “Noi aspetteremo, il tempo ci darà ragione, la giustizia trionferà”, si inserisce Angela. Nessun riferimento al “guru” Capuana né alle altre arrestate. Mentre sui giornali continuano ad emergere dettagli della vicenda – e mentre viene ricostruita la “mappa” dei rapporti tra l’associazione e la politica in tutto il comprensorio etneo – qui c’è soltanto la consapevolezza che questo difficile momento passerà.

“Dio esiste e ci sorveglia tutti. Ci darà la risposta giusta”, dice un altro commento pubblicato a pochi giorni dall’esplosione del caso. Al netto dell’aiuto divino, ciò di cui molti sembrano convinti è l’inaffidabilità dei media. “La valanga di fango dei giornalisti”, come la definisce Santa in calce ad un post, mentre Micol ricorda che “Dio sa come punirli nel miglior modo…”. Sul gruppo virtuale dell’associazione – la pagina ufficiale è stata chiusa poche ore dopo i fatti – la verità non sembra coincidere con quella raccontata in questi giorni dalle intercettazioni.

Sufficienti a spingere la Diocesi di Acireale a istituire una Commissione per approfondire la vicenda e “raccogliere elementi utili a fare chiarezza su tutto ciò che concerne la materia ecclesiale, morale e dottrinale dei fatti occorsi”. Una preoccupazione, quella della Curia acese, non condivisa dai membri dell’associazione. Confortati da una sola certezza: “La vera forza e Dio è l’amore di Dio e piu forte delle malignità terrena… “. 

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  • C’è veramente da dire grazie a Dio che sono riuscito a tirarmene fuori.
    Siamo al delirio puro.
    Posso affermare con certezza che il Capuana P. ha sempre trattato le persone in maniera maligna.
    Era sempre circondato da ragazzine, grandi più piccole, donne, donne e sempre donne.
    Personaggio abominevole, baciava sulle labbra le signore e signorine che si prostavano davanti la sua persona.
    Nel contempo predicava l’amore e la purezza, la vicinanza a Dio e alle stelle.
    Ribadisco ancora che all’interno della comunità il suo era considerato amore puro, amore dall’alto senza malizia e lo stargli vicino permetteva di accostarsi sempre di più all’Altissimo.
    Certo l’uomo non si nutre di solo spirito, ed ecco quindi gli adepti che provvedevano a tutti i compiti terreni cui il santone per le sue caratteristiche divine non poteva adempiere.
    Sfruttamento della forza lavoro ma sempre accompagnato da parole dolci e amorevoli.
    Versamento delle quote mensili nelle casse del gruppo, vendita dei libri del poeta catanese Emanuele Giordano, vendita dei prodotti derivati dalla terra.
    Pulizia delle stalle, organizzazione degli eventi presso il cenacolo, presso Motta S. Anastasia.
    Caratteristica comune di questa generosa famiglia era la ricerca della felicità propria attraverso il “pelo”, nei cui confronti, sia il Capuana senior che il Capuana junior hanno sempre mostrato grande ammirazione.

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