La nuova ARS verso l’insediamento tra arresti e inchieste

Due parlamentari indagati in sette giorni. Ed almeno un’altra inchiesta importante in corso, quella sul voto degli anziani a Battiati. E’ il bilancio della prima settimana di vita della nuova Assemblea Regionale Siciliana

nuova ARS

PALERMO – Due parlamentari indagati in sette giorni. Ed almeno un’altra inchiesta importante in corso, quella sul voto degli anziani a Battiati, nel catanese, al momento senza indagati. E’ il bilancio della prima settimana di vita della nuova ARS, rinnovata con il voto del 5 novembre che ha portato Nello Musumeci a Palazzo d’Orléans. Una settimana di silenzi, questa, per il neo-governatore. Impegnato a tessere la giunta di Governo con l’arduo compito di accontentare tutte le anime della coalizione che lo ha sostenuto. Testa bassa e tanto lavoro, il messaggio che Musumeci vorrebbe far passare. Ma le vicende giudiziarie di questi giorni l’hanno costretto suo malgrado ad intervenire.

“Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza – ha detto il Presidente della Regione eletto commentando il primo caso esploso, quello dell’arresto di Cateno De Luca, dell’Udc-Sicilia vera, per evasione fiscale – tutte le scelte che dipenderanno da me, invece, saranno improntate a questo criterio, nel rispetto delle mie convinzioni e in coerenza con la mia storia personale, a cominciare dalla formazione della giunta. I provvedimenti della magistratura, alla quale rinnovo fiducia e apprezzamento, si rispettano e non si commentano”. Durante il “discorso della vittoria”, il 6 novembre, il neo-governatore aveva dichiarato di non essere stato votato dagli “impresentabili”.

Ma c’è chi la pensa diversamente. A cominciare dallo sconfitto Giancarlo Cancelleri, candidato del Movimento Cinque Stelle “staccato” da Musumeci per circa 100.000 voti. Proprio quelli dei deputati “chiacchierati”, attacca l’esponente del M5s. Ma sul punto esistono altre stime: secondo un articolo di Emanuele Lauria uscito su Repubblica Palermo a pochi giorni dal voto, il peso teorico degli “impresentabili” sarebbe stato di 140.000 voti. Secondo un calcolo realizzato da Alessandro De Angelis sull’Huffintgon Post a boccie ferme, “il peso dei voti legati ai personaggi più chiacchierati, stando ai più noti, raggiunge nel centrodestra quota 89.903, più di un decimo del totale dei voti di Musumeci (830mila)”.

Ma per il presidente il problema è secondario: “La legge vigente mette le istituzioni al riparo da casi come quello odierno e la sua applicazione sarà garanzia di legalità”, ha detto il giorno dell’arresto di De Luca. Anche se il deputato dell’Udc, secondo l’Ufficio elettorale, dovrebbe entrare a far parte della nuova Assemblea, non essendoci misure interdittive a suo carico. Nessun commento è giunto invece sulla vicenda di Edy Tamajo esplosa ieri, con la notizia di un’indagine a carico del deputato regionale rieletto tra le fila di Sicilia Futura che secondo i PM avrebbe comprato le preferenze offrendo fino a venticinque euro a chi segnasse il suo nome sulla scheda. In campagna elettorale era girata voce che il candidato proponesse il voto disgiunto in favore di Musumeci, con tanto di istruzioni circolate via Wattsapp su un “santino” elettorale.

Da settimane gira voce che il soccorso in aula al presidente possa venire proprio dagli uomini di Cardinale. Voci che dovranno aspettare l’insediamento della nuova Assemblea, non prima di dicembre, per essere confermate o smentite. Sperando che la nuova ARS non tenga questo ritmo, dicono i maligni guardando alle indagini emerse in appena sette giorni. Chi vivrà vedrà. 

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