Bianco e gli altri. Sfida aperta per Palazzo degli Elefanti

All’ombra delle Regionali appena passate e delle Politiche incombenti, la sfida per la successione a Enzo Bianco è già cominciata. E potrebbe riservare sorprese

CATANIA. Mentre si smaltisce l’ubriacatura delle Regionali e già si prepara una nuova bevuta per le Politiche, qualche bottiglia viene messa da parte anche per le Amministrative catanesi di giugno 2018. All’ombra degli altri appuntamenti, anzi, la sfida per la successione a Enzo Bianco è già aperta.

E la battaglia promette scintille. Il primo candidato al dopo Bianco, naturalmente, è Bianco stesso. In autunno il primo cittadino aveva rinunciato alla candidatura alla Presidenza della Regione offertagli da parte del PD annunciando di volersi dedicare a Catania anche per il secondo mandato (il quinto nello storico di Palazzo degli Elefanti). Tra incontri ministeriali e inaugurazioni più o meno farlocche, Bianco punta alla ricandidatura e spera nel sostegno compatto del centrosinistra.

Ma in casa PD il sindaco uscente potrebbe trovare un ostacolo. 32.500 ostacoli, anzi. Tanto vale in termini di voti il golden boy democratico Luca Sammartino, riconfermato a Palazzo d’Orléans con una valanga di preferenze. Senza il deputato non si va da nessuna parte, e non è detto che Sammartino scelga di sostenere Bianco. Da più parti la non ricandidatura di Valeria Sudano alla Regione era stata letta come il segnale di un impegno a Catania come candidato sindaco. Ipotesi che nelle ultime settimane ha perso quota, ma da qui al prossimo anno chissà che Palazzo degli Elefanti non abbia la meglio su Montecitorio nelle scelte della Sudano. In quel caso per Bianco la strada della ricandidatura diventerebbe in salita.

Nel centrodestra pare assai probabile una corsa dell’eurodeputato di Forza Italia Salvo Pogliese. Come Bianco, anche il coordinatore provinciale di FI aveva detto no ad una candidatura alle Regionali. Anzi, il gran rifiuto del parlamentare europeo era stato determinante perché la scelta cadesse su Nello Musumeci. Un passo indietro per Palermo, un passo avanti per Catania, era stata la lettura di molti. Visto anche il peso crescente di Pogliese, testimoniato dalla visita di Silvio Berlusconi a Catania ottenuta proprio dal coordinatore di FI. Che interrogato sul punto sorride e non smentisce.

Ma se Pogliese pare il candidato “forte” dello schieramento, altri nomi si fanno all’ombra del centrodestra. Come quello del presidente della Camera penale di Catania Enrico Trantino, ma anche dell’ex coordinatore regionale di FI Vincenzo Gibiino. Ipotesi che non sembrano destinate a decollare, come quella di Raffaele Stancanelli, ex sindaco e deus ex machina di #DiventeràBellissima, che smentisce di volerci riprovare per la guida della capoluogo etneo dopo la sconfitta del 2013. Per l’avvocato e per qualcuno dei citati potrebbero aprirsi le porte del Parlamento alle Politiche. 

Mentre una novità clamorosa potrebbe arrivare in casa Movimento Cinque Stelle. Dopo i deludenti risultati alle Amministrative del 2013 e la sconfitta alle Regionali del 2017, i pentastellati potrebbero affidarsi ad una personalità nota a livello nazionale. Il nome che si fa è quello del senatore Mario Michele Giarrusso, membro della Commissione Nazionale Antimafia, che potrebbe non ricandidarsi a Palazzo Madama per venire in soccorso del Movimento ai piedi dell’Etna. 

Non per nulla il senatore sta battendo palmo palmo il catanese, con presentazioni del suo libro ed altre iniziative, raccogliendo buoni riscontri di pubblico. Una presenza prodromica ad un impegno diretto da candidato nel 2018. Diversamente il Movimento non avrebbe altre carte da giocare, rischiando di affidarsi all’ennesimo sconosciuto che per quanto brillante non reggerebbe il gioco con i “mostri” dei partiti. Per le Amministrative catanesi serve gente attrezzata. E l’istrionico senatore potrebbe essere la persona giusta. 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *