Sgarbi dà buca a Cuffaro ma polemizza ancora su Di Matteo

In una missiva indirizzata all’ex governatore Sgarbi ha spiegato di considerare l’invito alla presentazione del suo libro “un onore” e “un piacere”, ma di non poterci essere

Sgarbi

PALERMO – Non c’era l’Assessore regionale ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi alla presentazione del libro “La figlia delle monache” scritto dall’ex Presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro. Il volume dell’ex governatore – che ha scontato una condanna per favoreggiamento personale a Cosa nostra dal 2011 al 2015 – è stato presentato oggi pomeriggio all’Istituto don Bosco di Palermo. Tra i relatori, insieme alla scrittrice Silvana Grasso e a suor Eleonora del Collegio di Maria, avrebbe dovuto esserci anche il critico d’arte.

Ma le ragioni di opportunità politica hanno prevalso. In una missiva indirizzata all’ex governatore – resa nota da Repubblica PalermoSgarbi ha spiegato di considerare l’invito “un onore” e “un piacere”, ma di non poter essere presente per la “bufera dell’intolleranza di un gruppo di manifestanti che hanno previsto un ‘sit in’ davanti all’istituto in cui si tiene la manifestazione”. 

Proprio oggi, a poca distanza dal teatro dei salesiani dove Cuffaro ha presentato il suo libro, alcune persone sono scese in piazza per manifestare la loro solidarietà al magistrato Nino Di Matteo dopo gli attacchi lanciati alcuni giorni fa da Sgarbi nei confronti del PM. Alcuni di loro avevano annunciato di voler protestare davanti al luogo della presentazione del libro di Cuffaro. Di Matteo era stato accusato da Sgarbi di avere “tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina”

Affermazioni che avevano innescato un’aspra polemica politica, chiusa con un tiepido richiamo del Presidente della Regione a moderare i toni. Un invito a cui Sgarbi aveva risposto a modo suo, e richiamato oggi nella lettera a Cuffaro: “In seguito alle sagge parole del presidente Musumeci che mi richiama alla sobrietà del ruolo pubblico – si legge nella missiva – prendo atto che la mia liberta’ di opinione e di esternazione (di cui fu cattivo maestro Francesco Cossiga) e’ condizionata dallo stato di emergenza nel quale si intende lasciare la Sicilia, limitando i diritti costituzionali garantiti dall’Italia”. 

“Quando la Sicilia, superato il fanatismo, sarà restituita alla normalità – promette Sgarbi a Cuffaro – presenteremo un altro tuo libro e rifletteremo serenamente sulla tua esperienza politica e umana”. In serata l’Assessore ai Beni Culturali non ha risparmiato una stoccata ai sostenitori del magistrato: “Volevo andare al sit-in di solidarietà a sostegno del PM Nino Di Matteo, ma temevo di perdermi tra la folla…”, ha scritto il critico d’arte ironizzando sulla scarsa partecipazione alla manifestazione.

Strapiena invece la sala della presentazione di Cuffaro: “Se non avessi avuto in contemporanea la presentazione del mio libro avrei partecipato volentieri al sit in di solidarietà per il pm Nino Di Matteo – ha detto all’Adnkronos l’ex Presidente della Regione – Tra l’altro è uno dei pm che hanno indagato su di me, ma verso di lui non ho nessun risentimento perché ha fatto il suo dovere”.

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