Frasi su Di Matteo, l’attacco di Giarrusso: “Silenzio di Musumeci peggio delle parole di Sgarbi”

Non ha tardato a farsi riconoscere il neo-assessore ai Beni Culturali nominato alcuni giorni fa dal Presidente della Regione Musumeci. Reazioni di Cancelleri e Fiumefreddo

PALERMO – Non ha tardato a farsi riconoscere Vittorio Sgarbi, neo-assessore ai Beni Culturali nominato alcuni giorni fa dal Presidente della Regione Nello Musumeci. Prima la polemica sulla diserzione della prima seduta di Giunta, con tanto di giallo sulla foto di gruppo, poi quella provenente da Urbino dove il professore è Assessore alla Rivoluzione malgrado le tante assenze – su 35 sedute di giunta nel 2017 solo 3 presenze, su 11 consiglio comunali solo una – e dove avrebbe l’intenzione di restare nonostante l’incarico in Sicilia.

Nel mezzo la decisione di far rilevare dalla Regione il Castello di Schisò, storico edificio sito a Giardini Naxos che secondo Sgarbi andrebbe “recuperato e rilanciato”. Ma far discutere, nelle scorse ore, sono state alcune dichiarazioni del critico d’arte in merito all’ex PM di Palermo Nino Di Matteo, attualmente sostituito Procuratore alla Direzione Nazionale Antimafia. Intervenendo alla trasmissione “Agorà” in onda su Rai 3, Sgarbi si è lasciato andare ad alcune considerazioni sul magistrato nel mirino di Cosa nostra: “Ha tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina – ha detto il critico d’arte parlando di Di Matteo – Io devo essere libero di dirlo. Quante cittadinanze onorarie ha avuto dopo le minacce? Ne hanno fatto un martire”.

Non una novità, la posizione di Sgarbi sul PM che indagava sulla Trattativa Stato-mafia. Già nel 2014 i due erano stati protagonisti di un botta e risposta con tanto di querele da parte del magistrato, che aveva denunciato il critico e i giornalisti Filippo Facci, Giuliano Ferrara ed Enrico Deaglio per una serie di pezzi scritti sulle rispettive testate sempre sulla vicenda delle minacce lanciategli da Riina durante conversazioni con il boss Lorusso. A ricordarlo, oggi, è stato lo stesso Di Matteo: “Non intendo replicare a questo signore – ha detto il magistrato all’Adnkronos – che, per affermazioni dal contenuto molto simile, è già stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata mei miei confronti. Il processo inizierà a gennaio davanti al Tribunale di Monza”.

L’ATTACCO DEL M5S – Com’era prevedibile la polemica è divampata ben oltre lo spazio della trasmissione televisiva, complice il ruolo istituzionale assunto dal critico in Sicilia. Duro il commento dell’esponente del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri: “Le parole Di Sgarbi sono inaccettabili – scrive Cancelleri – spero che Musumeci abbia il coraggio di prendere le distanze da questa vergogna, gli ritiri le deleghe e lo mandi via, a questo punto è inaccettabile anche la sua presenza come assessore di questa Regione. Musumeci deve scegliere con chi stare, con Nino Di Matteo e la lotta alla mafia o con Sgarbi e chi infanga e offende la storia degli eroi antimafia di questa terra e chi oggi rappresenta la migliore presenza dello Stato”.

Una posizione ribadita in serata anche dal senatore del M5s Mario Michele Giarrusso: “Le sue parole sono sinceramente disgustose – dice l’esponente del Movimento, membro della Commissione Nazionale Antimafia – con la scusa della liberta’ di parola siamo arrivati ad affermare senza nessun contraddittorio su una televisione pubblica che le minacce di morte di Riina servono a fare carriera. Questa e’ una follia assoluta, indegna e indecente che i siciliani non meritano. Ma cosa potevamo aspettarci da una regione a guida Musumeci, anzi a guida di impresentabili arrestati e indagati gia’ dal giorno dopo le elezioni. Musumeci nel frattempo tace ed e’ ancora piu’ grave questo suo silenzio dopo affermazioni cosi’ insulse”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario nazionale di LiberaItalia, Antonio Fiumefreddo, stigmatizzando le espressioni usate da Sgarbi su Di Matteo “come vergognose e gravemente offensive di quanti sono caduti sotto il piombo della Mafia, e di quanti altri vivono limitazioni pesantissime della loro libertà di movimento, per difendersi dalle minacce. Piuttosto sarebbe interessante – conclude l’esponente liberale – sapere quali vantaggi tragga Sgarbi dalle insopportabili azioni di killeraggio che oramai  quotidianamente propina, nell’abbandono triste di ogni freno inibitorio.”

Da parte del Governatore, al momento, nessun commento, nonostante fosse stato lui stesso a solidarizzare con Di Matteo da Presidente della Commissione Regionale Antimafia. “Vittorio Sgarbi che conosce patrimonio culturale siciliano come nessun altro tra i non siciliani – aveva detto Musumeci all’atto della nomina – Starà forse due o tre mesi, ma lo faremo lavorare per fargli dare il massimo, ha talento ed è sregolato come tutte le persone geniali e sono contento di averlo in giunta”. Ma sono in tanti a pensare, anche dentro la maggioranza, che la formula “genio e sregolatezza” si accordi più ai salotti televisivi che alla cura dei Beni Culturali.

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