Sono solo un avvocato e voglio parlare di ingiustizie

In aula di tribunale chi è più debole? Chi accusa o chi si difende?

Non sono un giornalista ma semplicemente un avvocato, un penalista di provincia che ama il proprio lavoro.

L’editoria è sempre stata una mia passione, fin da ragazzino, fin da quando collaboravo con la terza pagina de La Sicilia di Turi Scalia, o con L’Opinione di Arturo Diaconale, o quando ho avuto l’onore di discutere di stampa con giganti come Enzo Bettiza, Igor Mann, Paolo Mieli, Marcello Sorgi, con Vittorio Nanfitò, mitico direttore de L’Ora.

Così nacque SUD e così è nato TRIBU’, per quella voglia di dire fuori dal coro.

TRIBU’ non è un giornale, che per essere organizzato ha bisogno di molto denaro, e non si sente in concorrenza con le testate presenti, alcune delle quali di altissima qualità, ma semplicemente è uno spazio, una sorta di Liberopalco – ricordando ciò che feci al Bellini – che metto a disposizione di tutti, ed anzitutto di chi ha voglia di gridare la propria indignazione, la ribellione, la voglia di pulizia e di denuncia.

Non seguiremo, quindi, pedissequamente la cronaca, ma saremo liberi di fare degli approfondimenti, di offrire di volta in volta i documenti originali, per consentire a tutti di formarsi un’opinione.

Per certi versi sarà un blog tematico perché la giustizia avrà un posto d’onore, ma sia chiaro che per giustizia si intende anche quell’ampio sentimento che muove tutti noi a chiedere che il diritto sia rispettato, sempre, che la libertà non sia licenza di sopraffare, che le diseguaglianze siano combattute.

TRIBU’ ha come simbolo una tenda, che è un richiamo alla storia dell’Uomo, al suo bisogno di proteggersi da ciò che sta fuori, ma TRIBU’ è anche abbreviazione di TRIBUnale, e perciò ci sarà sempre una preferenza per quella umanità dolente che, da vittima o da carnefice, entra nelle aule dei Palazzi di Giustizia, affinché ad Abele sia sempre assicurata giustizia e a Caino la Legge.

Insomma, per quanto mi appassioni alla stampa e al giornalismo, resto un avvocato, con uno sconfinato amore per chi è più debole, anche nelle aule di tribunale, e con una passione grande per la dimensione intellettuale della nostra stupenda professione.

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