Sostare, 29 colonnine esplose in 40 giorni. Blasi: “Via i parcometri, si pagherà con lo smartphone”

Scompariranno le colonnine a favore dell'utilizzo esclusivo di app e sms

 

CATANIA – Tutti fatti esplodere nel cuore della movida. I parcometri Sostare sono diventati, nell’ultimo mese e mezzo, il ring dell’ultima sfida tra legalità e abusivismo. È proprio lì che l’opinione pubblica cerca i responsabili di questi “sabotaggi” che puzzano di mafia.

Eppure, il presidente della partecipata comunale, l’avvocato Luca Blasi, ci tiene a specificare che “la mafia è un’altra cosa”. Quel che è certo e innegabile è l’affronto alle istituzioni, i danni all’azienda e il rischio per i passanti. I malviventi sono talmente veloci da non essere ancora stati individuati ma su di loro è aperta un’inchiesta della Procura di Catania.

Usano sempre la stessa tecnica. Una o tre cariche che in pochi minuti fanno saltare in aria il parcometro. A quel punto, prelevano la cassetta e scappano.

In soli 40 giorni, con l’esplosione di 29 colonnine, è salito a 170mila euro il danno economico per l’azienda. A cui va aggiunto il denaro contenuto all’interno delle colonnine (da 9 a 200 euro). Blasi non ha dubbi: non si tratta di semplice vandalismo. Probabilmente, sono atti intimidatori nei confronti della politica societaria a causa dell’abbassamento della tariffa notturna.

Una conseguenza prevedibile e annunciata dallo stesso Blasi nella conferenza stampa di presentazione della nuova tariffa.

C’è un problema di controllo del territorio? “Sicuramente – ribatte Blasi – avviene a macchia di leopardo. Le forze dell’ordine, però, hanno carenza di personale e fanno ciò che possono. Sicuramente la città di Catania avrebbe bisogno di un presidio molto più intenso. I cittadini possono avere un ruolo fondamentale: segnalando e denunciando fatti simili”.

La società partecipata gestisce 8000 stalli a pagamento sulle vie catanesi. Difficile, quindi, rimanere impassibili. Come fare per arrestare questi atti criminali? Chi ha il vero controllo delle strade della città? La ricetta pensata dal management della Sostare prevede il passaggio dalla carta allo smartphone. Scompariranno le colonnine a favore dell’utilizzo esclusivo di app e metodi telematici per il pagamento della sosta. “Un modo per scoraggiare i criminali che vogliono acquisire gli incassi delle colonnine”.

La lotta all’abusivismo è un dovere. Liberare le nostre strade da questo racket è civiltà. Concepire la sosta a pagamento non come tassa ma come elemento della mobilità sostenibile è crescita. Evoluzione dell’intera comunità.

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